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In Puglia e Basilicata

Omicidio di Perugia, in  aula amici giovinazzesi di Raffaele Sollecito

Omicidio di Perugia, in  aula amici giovinazzesi di Raffaele Sollecito
E' un Raffaele Sollecito diverso da quello conosciuto attraverso i media e gli atti processuali il giovane descritto oggi nell’aula della corte d’assise di Perugia da cinque suoi amici, quattro dei quali compagni d’ infanzia a Giovinazzo, in provincia di Bari. Dell’imputato, accusato con l’ex fidanzata Amanda Knox dell’omicidio di Meredith Kercher, hanno detto che è un romantico, timido, gentile e sempre disponibile e leale con tutti. Lui ha sorriso e fatto cenni di saluto

04 Luglio 2009

PERUGIA – E' un Raffaele Sollecito diverso da quello conosciuto attraverso i media e gli atti processuali il giovane descritto oggi nell’aula della corte d’assise di Perugia da cinque suoi amici, quattro dei quali compagni d’ infanzia a Giovinazzo, in Puglia. Dell’imputato, accusato con l’ex fidanzata Amanda Knox dell’omicidio di Meredith Kercher, hanno detto che è un romantico, timido, gentile e sempre disponibile e leale con tutti. Lui ha sorriso e fatto cenni di saluto agli amici ma era «particolarmente emozionato» hanno osservato i suoi avvocati Donatella Donati e Daniela Rocchi. Finalmente – ha commentato il padre Francesco – i giudici hanno potuto conoscere «il vero Raffaele, un gran bravo ragazzo, generoso e disponibile, completamente diverso da quello descritto da giornali e televisioni». 

In aula c'erano anche oggi la mamma e le due sorelle minori di Amanda. Deanna Knox, 20 anni, studentessa di biologia alla Western Washington University, in carcere ha potuto rincontrare la sorella. «Lei è certamente innocente – ha detto ai giornalisti – e presto, dopo il processo, tornerà a casa». 

«Raffaele è un romanticone, è timido e crede nelle storie d’amore» ha riferito il primo dei testimoni ascoltati oggi, Mario De Martino, 25 anni, compagno di scuola. Dell’imputato è stato detto che girava sempre con un coltello in tasca e lo aveva anche quando fu convocato in questura dopo l’uccisione di Meredith. «Ne portava con sè uno di quelli piccoli che si legano alla cinta e si mettono in tasca» ha raccontato l’amico. «Per lui era un oggetto ornamentale da abbinare ai vestiti» ha detto l’altro amico d’infanzia Saverio Binetti. 
Di Sollecito è comparsa più volte una foto che lo ritraeva come una sorta di mummia con una mannaia in mano. «Sono stato io a scattarla per scherzo» ha detto Angelo Cirillo, suo compagno di collegio nei primi anni di università di Raffaele a Perugia. «Eravamo un gruppo di amici – ha riferito – e lo abbiamo avvolto per scherzo nella carta igienica e poi lo abbiamo fotografato con una mannaia di plastica in mano». I testimoni hanno inoltre raccontato che anche a Raffaele quando erano in gruppo «capitava qualche volta» di fumare uno spinello ma tutti hanno escluso che fosse un «consumatore abituale» di hascisc e soprattutto che facesse uso anche di altre droghe. «Ricordo che a lui faceva un effetto di sedativo – ha detto Mario De Martino – tanto che lo faceva addormentare». 
Corrado De Candia, un altro degli amici di Giovinazzo, ha raccontato di una confidenza dell’imputato sul suo primo rapporto sessuale. «Mi disse che era stato con una ragazza di Brindisi che abitava a Perugia. Mi pare fosse il 2004 o 2005». «Era il 2007» ha replicato Raffaele attraverso il suo avvocato. 

«Dubbi» su queste testimonianze sono stati espressi dall’ avvocato di parte civile della famiglia Kercher, Francesco Maresca. Il processo riprenderà lunedì prossimo con la deposizione di altri consulenti della difesa, tra i quali il prof. Carlo Torre e la genetista Sara Gino.
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