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In Puglia e Basilicata

Nella notte salvati i tre speleologi

Nella notte salvati i tre speleologi
MONTE SAN GIACOMO (SALERNO) - Liberi. I tre speleologi intrappolati per oltre 40 ore in una grotta sui Monti Alburni, nel Salernitano, sono stati infatti riportati in superficie dagli uomini del soccorso alpino e dai vigili del fuoco. Antonio De Leo, di 43 anni di Lecce, è stato il primo a uscire, alle 23.40 circa di ieri, seguito nel giro di pochi minuti da Cosimo Leone, 30 anni, brindisino e da Gianluca Selleri, leccese, di 36.

05 Luglio 2009

MONTE SAN GIACOMO (SALERNO) - Liberi. I tre speleologi intrappolati per oltre 40 ore in una grotta sui Monti Alburni, nel Salernitano, sono stati infatti riportati in superficie dagli uomini del soccorso alpino e dai vigili del fuoco.

Antonio De Leo, di 43 anni di Lecce, è stato il primo a uscire, alle 23.40 circa di ieri, seguito nel giro di pochi minuti da Cosimo Leone, 30 anni, brindisino e da Gianluca Selleri, leccese, di 36. Grande commozione alla loro uscita dalla grotta.

I tre speleologi hanno raccontato solo pochi particolari della loro disavventura, confessando di non aver mai perso la speranza. Inoltre hanno detto di aver collaborato dall’interno per rimuovere il fango dal sifone che ostruiva l’uscita.

De Leo, Leone e Selleri erano rimasti intrappolati a circa 75 metri di profondità a causa di un improvviso temporale che aveva riempito d’acqua e di melma un sifone di collegamento di una settantina di metri. Sul posto, in località Vallicelli, nel Comune di Monte San Giacomo, erano giunte le squadre dei vigili del fuoco di Salerno e di Roma, i tecnici del Soccorso Speleologico del Corpo di Soccorso Alpino, i sommozzatori di Salerno e i carabinieri, oltre a medici e sanitari.

In tutto un centinaio di uomini, i quali hanno faticato non poco per individuare e poi raggiungere gli speleologi intrappolati, grazie anche all’ausilio di due pompe idrovore con le quali è stato reso possibile lo svuotamento del sifone allagato. Già nel pomeriggio di ieri, un sommozzatore dei vigili del fuoco era riuscito a raggiungere i tre, portando loro viveri e coperte termiche per proteggersi dal freddo. Le operazioni di recupero sono state rese più complesse a causa della pioggia caduta a intermittenza sulla zona durante il pomeriggio, rischiando di allagare nuovamente il sifone.

Alla fine, gli speleologi pugliesi del gruppo «Ndronico» sono stati liberati. Stanno bene, anche se la paura è stata tanta. «Li avevamo avvertiti che sarebbe stato rischioso – ha spiegato il sindaco di Monte San Giacomo Nicodemo Franz – Nella zona può piovere da un momento all’altro, e la pioggia è il nemico numero uno per le grotte di Vallicelli, perchè si allagano subito».

A dare l’allarme è stato proprio un dipendente del Comune di Monte San Giacomo, accortosi nel tardo pomeriggio di venerdì della presenza dell’auto nei pressi della grotta. De Leo, Selleri e Leone sono considerati esperti e probabilmente proprio l’esperienza ha consigliato loro di non avventurarsi nel sifone allagato, ma di attendere i soccorsi in una «camera» adiacente, al sicuro.
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