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In Puglia e Basilicata

Profumo in Puglia: i piagnoni sono al Nord

Profumo in Puglia: i piagnoni sono al Nord
di GIANFRANCO SUMMO
L’amministratore delegato di Unicredit Group ha incontrato i leader confindustrali pugliesi in un Comitato territoriale durante il quale è stato valutato l’impatto della crisi in Puglia e il possibile rilancio economico e sociale. Con una considerazione condivisa a fare da sfondo: se da noi la crisi si percepisce in modo diverso è solo per l’abitudine ad operare in una condizione costante di crisi. Non è una consolazione, ma di fatto al Nord sono meno allenati

04 Luglio 2009

di GIANFRANCO SUMMO 

BARI - Detta da Alessandro Profumo, banchiere cresciuto a Palermo, formatosi a Milano e protagonista del credito in Europa, è una valutazione di tutto rispetto: «Mi ha colpito qui in Puglia la mancanza di un’ottica rivendicativa, che paradossalmente è diventata un’attitudine del Nord, per cui la colpa delle cose che non vanno è sempre di qualcun’altro, ed è questa la maniera giusta in cui si diventa attori della propria crescita». Ha chiuso così l’amministratore delegato di Unicredit Group l’incontro del Comitato Territoriale Unicredit durante il quale è stato valutato l’impatto della crisi in Puglia e il possibile rilancio economico e sociale. Con una considerazione condivisa a fare da sfondo: se da noi la crisi si percepisce in modo diverso è solo per l’abitudine ad operare in una condizione costante di crisi. Non è una consolazione, ma di fatto al Nord sono meno allenati. 

Nelle valutazioni finali, Profumo si è soffermato sui temi caldi dell’economia pugliese: i grandi gruppi in crisi che creano cassintegrati e mettono in ginocchio le piccole imprese dell’indotto e un settore trainante come quello del salotto che sembra destinato al collasso. «Ma io non credo che esistano settori maturi - ha commentato il banchiere a proposito del distretto dell’imbottito - piuttosto esistono aziende mature. Io non dico di non essere disposto a finanziare il settore ma se un’azienda si rivolge a me io chiedo “qual è il progetto”? Perché se vendi a 2mila euro un divano assolutamente uguale a quello che qualcun altro vende a mille non se ne esce. L’errore che non dobbiamo fare è quello di inseguire i cinesi sul costo del lavoro. Il settore tessile ha attraversato lo stesso problema e ne è uscito puntando sul marchio, sul brand». 

Più complesso lo scenario per le grandi imprese - siderurgia, chimica, auto - che in Puglia hanno forti presenze e danno lavoro all’indotto locale. «Se le grandi imprese smettono di pagare i subcommittenti noi possiamo fare poco. Si può immaginare dei patti di filiera come è stato fatto a Bologna». Ma servirebbe comunque l’intervento pubblico a garanzia. Altrimenti la selezione del mercato avrà fatto nuove vittime. Si è parlato anche di mortalità aziendale e Profumo ha smentito la stretta del credito: una richiesta su cinque viene respinta in Puglia, in linea con le medie nazionali. Ma comunque dall’amministratore delegato ha preso un impegno: «Dobbiamo cercare di essere più trasparenti e più rapidi nella erogazione del credito, dobbiamo avere il coraggio di dire subito di no – ha spiegato - quando non ci sono le condizioni, motivando sempre l’esito negativo alla domanda di credito. E dobbiamo cercare di accelerare i tempi delle risposte da parte degli istituti bancari». 
Unicredit in Puglia impiega il 125% di quanto raccoglie, ma senza che a rimetterci siano altri territori: «Il 25% in più lo raccogliamo sul mercato». Un mercato che in questi mesi è inondato di centinaia di miliardi pubblici al tasso Bce dell’1%. Insomma, Profumo soddisfatto della Puglia, al punto da rimanerci anche per un paio di giorni di riposo. 

All’incontro con Profumo hanno partecipato Marina Carioggia (Federmeccanica), Nicola De Bartolomeo (Confindustria), Emanuele Degennaro (Interporto), Gianfranco Dioguardi (Politecnico), Cosimo Lacirignola (Fiera del Levante), Salvatore Matarrese (Ance Puglia), Teresa Pellegrino (Cna), Corrado Petrocelli (Università di Bari), Enzo Purgatorio (Acli Bari), Pietro Salcuni (Coldiretti), Gianni Sebastiano (Distretto informatica), Gianfranco Viesti (economista).
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