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In Puglia e Basilicata

Prorettore Università del  Salento: la Regione ci aiuti

Prorettore Università del  Salento: la Regione ci aiuti
È accorato l'appello lanciato dal prorettore dell’Ateneo, Carmelo Pasimeni al presidente Vendola. «Le università pugliesi – sottolinea – non godono una situazione migliore di quella delle università Lombarde. Anzi. La nostra è pesantemente peggiore, dal momento che il contesto sociale ed economico in cui siamo costretti ad operare è fortemente limitato». «Finora da parte della Regione non abbiamo ricevuto alcun concreto sostegno»

03 Luglio 2009

LECCE - L’Università del Salento chiede sostegno alla Regione Puglia. Lo fa attraverso una lettera indirizzata al presidente Nichi Vendola il prorettore dell’Ateneo, Carmelo Pasimeni. E come esempio virtuoso segnala quello della Lombardia che, parole di Pasimeni, «ha sottoscritto un accordo con le Università lombarde per 18 milioni di euro per favorire la ricerca scientifica e per sopperire ai gravi e pesanti tagli operati dal governo Berlusconi al sistema universitario italiano». È accorato l'appello lanciato dall’alto funzionario dell’Università del Salento. «Le università pugliesi – sottolinea – non godono una situazione migliore di quella delle università Lombarde. Anzi. La nostra è pesantemente peggiore, dal momento che il contesto sociale ed economico in cui siamo costretti ad operare è fortemente limitato». 
Poi un cenno al recente incontro su «Università e sviluppo del Mezzogiorno» tenutosi a Taormina il 29 giugno scorso, per rimarcare il ruolo che dovrebbero svolgere le Regioni. «E' stata denunciata con forza la critica situazione economica degli atenei meridionali (la stampa nazionale ha oscurato la notizia). In quella sede – fa notare Pasimeni riferendosi al convegno siciliano – è stato sottoscritto dai rettori degli atenei del Sud Italia un documento sulla necessità di creare una «Rete delle Università del Mezzogiorno» per collaborare e contribuire in modo più marcato di quanto finora è stato fatto, allo sviluppo sociale, civile e economico del Mezzogiorno d’Italia. Tra le iniziative messe in cantiere, infatti, è stato deciso di avere come interlocutori primari e a fianco degli atenei meridionali le Regioni di appartenenza. In altri termini, caro Presidente, la «Questione meridionale» del primo decennio del nuovo secolo sembra partire proprio dal mondo dell’alta formazione e della ricerca scientifica. Non le chiedo, dunque, di emulare il suo collega lombardo onorevole Roberto Formigoni; ma di tenere almeno nella dovuta considerazione lo stato di difficoltà oggettivo che le Università pugliesi stanno attraversando».  

In questo periodo di forte crisi per gli atenei italiani la situazione dell’Università di Lecce, è per certi versi paradossale, secondo lo stesso Pasimeni che rammenta a Vendola: «Finora da parte della Regione non abbiamo ricevuto alcun concreto sostegno. Tra l’altro, la informo che, forse unico caso nella storia degli atenei italiani, da circa due anni (da quando si è insediata l’amministrazione di Domenico Laforgia) l’Università del Salento sta restituendo alla Regione Puglia 4,5 milioni di euro, dilazionati in cinque anni, per fitti arretrati di immobili di proprietà della Regione. Nonostante, dunque, la politica scellerata dei tagli governativi al Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), dell’assenza di interventi regionali, del disinteresse delle organizzazioni imprenditoriali del territorio, delle difficoltà materiali delle famiglie salentine alle quali non può essere addebitato un ulteriore aggravio di tasse studentesche, questa amministrazione universitaria ha avviato, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, una gestione trasparente, un processo di autovalutazione della produzione scientifica, un’autoriforma degli ordinamenti didattici, una riorganizzazione dell’apparato amministrativo. Potrei continuare con gli interventi operati sul territorio e a favore degli enti locali, che hanno visto le competenze scientifiche dell’ateneo leccese contribuire alla progettualità strategica delle aree vaste di Lecce, Casarano e Brindisi. Con tali risultati, ed altri a cui non faccio riferimento, perchè l’ Università del Salento deve essere ancora penalizzata? Ciò che le chiedo, caro Presidente, è di intervenire – conclude il prorettore Carmelo Pasimeni – perchè questo ateneo possa continuare a garantire ai propri studenti i servizi minimi, in modo che essi possano fare bene il loro lavoro, cioè studiare e acquisire una formazione di eccellenza. In fondo, saranno loro a dover domani competere a livello nazionale e internazionale con i loro colleghi. È questo l’impegno, il dovere che noi abbiamo nei loro confronti e delle loro famiglie».
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