Giovedì 18 Agosto 2022 | 23:04

In Puglia e Basilicata

Ostuni, cento famiglie senz'acqua da 10 giorni

Ostuni, cento famiglie senz'acqua da 10 giorni
L'ufficio di igiene, intervenuto su richiesta dei cittadini, sta relazionando sottolineando la criticità dello stato dei residenti nelle palazzine popolari di via Nacci, Tanzarella e largo Zaccaria. Per anni non è stata pagata l'acqua e l'Aqp ha chiuso i rubinetti
• Ceglie Messapica: ci sono i topi in via San Rocco

02 Luglio 2009

OSTUNI - Enorme è il disagio che, da 10 giorni, circa 100 famiglie residenti nelle palazzine popolari di via Nacci, Tanzarella e largo Zaccaria, stanno attraversando a causa dell’interruzione dell’erogazione idrica da parte dell’Acquedotto pugliese che, per morosità pregresse, ha interrotto la fornitura dell’acqua potabile. Soprattutto in quelle case dove vi sono bambini, disabili ed anziani non autosufficienti, la situazione è molto critica e in queste orei, con ordinanza sindacale, il primo cittadino della “Città bianca” Domenico Tanzarella, sta intervenendo sulla drammatica vicenda. 

L'ufficio di igiene, intervenuto su richiesta dei cittadini, sta relazionando sottolineando la criticità dello stato in cui versano tutte quelle palazzine dove non vi sono i depositi (che gli abitanti stanno facendo riempire con le autobotti) e dove vi è la presenza di anziani e bambini. Per evitare problemi igienico-sanitari, il sindaco è intenzionato ad intimare l’immediato ripristino dell’erogazione idrica a tutte le oltre cento abitazioni. 

In una nota al sindaco, un gruppo di abitanti delle palazzine di proprietà dell’Iacp ha sottolineato la “negligenza nel comportamento dell’Istituto case popolari, intestatario del contratto con l’Aqp che, in circa 25 anni, non ha provveduto a ripartire in alcun modo le spese di fornitura idrica tra gli occupanti gli alloggi e non ha richiamato la loro attenzione sulla condizione di “morosità” che andava aggravandosi anno dopo anno. Solo nel 2009 l’istituto ha, paradossalmente, richiesto il pagamento di 10 euro mensili per ogni abitazione specificando nella causale: “pagamento acqua-salvo conguaglio”. In che modo si poteva intuire che il “conguaglio” ammontasse in realtà a ben 215mila euro?”. 

Da parte sua il presidente del “Comitato per la casa” Pino Specchia dice: “Bisogna intervenire per l’immediato e per il futuro. Per l’immediato con ordinanza del sindaco; per il futuro con una conferenza di servizi tra l’Iacp, comune e Aqp per risolvere definitivamente il problema con gli adempimenti che ognuno, compreso gli inquilini, dovrà mettere in atto. Sono questi i due interventi che il Sindaco intende porre in essere e che noi condividiamo e, per questo, lo ringraziamo”. 

Una vicenda che parte da lontano ma che gli adirati assegnatari-inquilini addebitano all’Iacp che non ha mai chiesto il pagamento mentre l’istituto, il 16 ottobre 2006, ha chiesto il pagamento delle forniture pregresse di acqua e l’effettuazione delle volture dei contatori di somministrazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725