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In Puglia e Basilicata

Ilva di Taranto, ecco  il depuratore dei fumi

Ilva di Taranto, ecco  il depuratore dei fumi
di FULVIO COLUCCI
Realizzato l'impianto Urea. Ora saranno dimezzate le emissioni di diossina. Vendola «Dedico il risultato a quei tanti bambini che hanno scritto a me ma anche al ministro chiedendo un segnale di speranza». L’Arpa, intanto, come garantito dal direttore Giorgio Assennato, avvierà il monitoraggio dei camini dello stabilimento siderurgico per riscontrare gli effetti dell’utilizzo dell’Urea
• Marescotti (Peacelink): «Ora il monitoraggio deve essere continuo»

02 Luglio 2009

di FULVIO COLUCCI

TARANTO - Emissioni di diossina dimezzate all’Ilva grazie all’impianto Urea inaugurato ieri dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. «Siamo soddisfatti perché il risultato è stato raggiunto grazie al senso di responsabilità delle istituzioni». Una chiara allusione, in conferenza stampa, alla difficile trattativa fra governo e Regione Puglia sulla legge regionale che fissa i limiti di emissione. Nato con caratteristiche restrittive, il testo normativo ha poi subito modifiche decisive a febbraio grazie alla mediazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. «Dopo 20 anni di attesa è una giornata storica per Taranto» ha aggiunto la Prestigiacomo. 

Inizialmente, l’avvio dell’impianto, che utilizza un particolare composto chimico per abbattere le emissioni di diossina, era previsto per marzo. L’Ilva non era però in grado di rispettare i tempi. L’intervento del governo ha consentito lo slittamento a luglio del programma che porterà la diossina a 2,5 nanogrammi per metro cubo d’aria. «Ora c’è da raggiungere il limite di emissioni pari a 0,4 nanogrammi» ha ricordato il ministro Prestigiacomo citando la legge regionale. «Gli impianti di nuova generazione - ha avvisato il ministro - non hanno problemi a rispettare quel limite, ma per l’Ilva e i suoi impianti ci sarà bisogno di verifiche. L’obiettivo - ha aggiunto Prestigiacomo - è certamente quello di rispettare la legge, ma non possiamo impiccarci alla data del 31 dicembre» con ciò lasciando intuire che potrebbe esserci un altro slittamento “tecnico” così com’è avvenuto per l’impianto Urea. 

Il presidente della Regione Puglia Vendola, ieri a Taranto con l’assessore Losappio, sul punto è stato inflessibile: «Un rinvio? E’ da escludere». Non è da escludere, invece, che Regione e governo tornino a confrontarsi, con nuove polemiche, sui limiti alle emissioni e sui tempi di realizzazione previsti dalla legge. «Dedico il risultato raggiunto a quei tanti bambini che hanno scritto a me ma anche al ministro chiedendo un segnale di speranza», ha commentato Vendola. L’Arpa, intanto, come garantito dal direttore Giorgio Assennato, avvierà il monitoraggio dei camini dello stabilimento siderurgico per riscontrare gli effetti dell’utilizzo dell’Urea: tre controlli settimanali per un semestre in base al protocollo firmato ieri da governo, Regione, Ispra e Arpa. Entro sei mesi, ha dichiarato Prestigiacomo, il ministero rilascerà l’Aia, Autorizzazione integrata ambientale. Vendola, ieri insieme al sindaco Stefàno e al presidente della Provincia Florido, ha ricordato con soddisfazione la battaglia «per far respirare Taranto». Una battaglia partita «dalle lettere scritte dai bambini» e che non si ferma. Lo hanno ripetuto le associazione ambientaliste ieri in sit-in davanti ai cancelli Ilva. All’inaugurazione dell’impianto Urea ha partecipato Fabio Riva vicepresidente del Gruppo siderurgico.
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