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In Puglia e Basilicata

Brindisi: «Ma questa voi  la chiamate pulizia?»

Brindisi: «Ma questa voi  la chiamate pulizia?»
Gridano vendetta i giardinetti nei pressi dell’ingresso dell’istituto professionale per i servizi sociali Morvillo-Falcone completamente ricoperti da carte sudicie e varietà di altri rifiuti. Ce n’è per tutti i gusti. Stanno lì da giorni. Uno scenario imperdonabile.  A parte il centro nel quale é innegabile che la situazione sia sotto controllo, nelle periferie del capoluogo il degrado non risparmia strade e aiuole

30 Giugno 2009

BRINDISI - Mentre si lavora alla riqualificazione delle aree cittadine più degradate, non si riesce a far fronte alla pulizia ordinaria. A parte il centro nel quale é innegabile che la situazione sia sotto controllo, nelle periferie del capoluogo il degrado non risparmia strade e aiuole. Appare persino stucchevole ripeterlo, il degrado non è altro che la conseguenza dell’incuria. 
Gridano vendetta i giardinetti nei pressi dell’ingresso dell’istituto professionale per i servizi sociali Morvillo-Falcone completamente ricoperti da carte sudicie e varietà di altri rifiuti. Ce n’è per tutti i gusti. Stanno lì da giorni. Uno scenario imperdonabile. Fa a riflettere tanta leggerezza da parte degli addetti al servizio di pulizia (o dipende dalle istruzioni degli uffici dell’Amministrazione comunale?). Possibile che, nel trascurare alcune zone della città non si valuti che con il trascorrere dei giorni il carico di lavoro raddoppia? E che per restituire decoro si dovrà impegnare più tempo e più personale? Non sarebbe molto meglio organizzare il lavoro in modo da mantenere buoni livelli di pulizia? Tutto ciò appare davvero incomprensibile. 
rifiuti in area verde a Brindisi
I cittadini protestano, dichiarano guerra al degrado e chiedono con un messaggio alla rubrica «Pronto Gazzetta»: «Armatevi di macchina fotografica e venite ad immortalare la spazzatura che circonda le nostre case». Abbiamo accolto di buon grado il suggerimento: ci siamo recati sul posto. Non c’è voluto molto per constatare la fondatezza della segnalazione giunta alla rubrica della «Gazzetta». Il fotografo ha immortalato i particolari e le condizioni generali dei giardini prospicienti l’istituto scolastico, mentre la cronista sul notes ha colto qualche commento di residenti e passanti, tanto abituati a vederli tappezzati di rifiuti da non accorgersene quasi più. Ne avvertono il disagio solo quando nell’immondezzaio vedono giocare i bimbi. 

«Siamo dell’idea che il Comune dovrebbe avviare una grande campagna di sensibilizzazione sul tema del degrado urbano, una lotta pacifica - dicono alcuni -. E, forse, il vostro giornale potrebbe darci una mano, continuando a dare risalto alle nostre segnalazioni». Tempi duri per l’igiene pubblica. I motivi? Da quanto si è potuto capire finora: scarsità di personale per la società Innovambiente che ha in carico il servizio di spazzamento delle strade, u n’organizzazione non troppo efficiente e capillare degli operatori ecologici e, ultimo ma non per importanza, la pessima abitudine della gente di liberarsi di carte ed altri residui alimentari abbandonandoli a terra. Tanto è vero questo che lo stato di salute di un quartiere si misura, non più dalla presenza di aree verdi ma dalla quantità di rifiuti che vi si trovano. Un’abbondanza favorita dall’indolenza dei cittadini che raramente intervengono, ridotti all’acquiescienza da una sorta di fatalismo ambientale. E sempre più spesso smaltiscono le carte affidandole al vento che spazza spesso la città, spostandole da un posto all’altro. [v. cord. arc.]
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