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In Puglia e Basilicata

Bosch di Bari dipendenti in ansia

Bosch di Bari dipendenti in ansia
di MANLIO TRIGGIANI
Dalla sede di Bruxelles è stata annunciata la chiusura di uno stabilimento in Europa. A Bari sarebbero 600 i lavoratori considerati in esubero (su un organico di 2.209) e 206 di loro starebbero per essere messi in mobilità. Proprio per questo i sindacati hanno chiesto, ai vertici dell’azienda di Stoccarda, chiarimenti per affrontare il futuro degli operai e degli impiegati. E un nuovo elemento è emerso dall’incontro in Belgio, dove c’è la sede europea

29 Giugno 2009

di MANLIO TRIGGIANI 

BARI - La vertenza Bosch, dove a Bari sarebbero 600 i lavoratori considerati in esubero (su un organico di 2.209) e 206 di loro starebbero per essere messi in mobilità, sbarca a Bruxelles, dove i vertici dei sindacati metalmeccanici europei hanno incontrato i vertici della casa tedesca per fare il punto sulla situazione. Una realtà che, a livello europeo, non lascia molti spiragli, data la crisi del settore. Proprio per questo i sindacati hanno chiesto, ai vertici dell’azienda di Stoccarda, chiarimenti per affrontare il futuro degli operai e degli impiegati. E un nuovo elemento è emerso dall’incontro in Belgio, dove c’è la sede europea del Coordinamento aziendale europeo e della Federazione europea dei sindacati metalmeccanici: la possibile chiusura di un altro stabilimento Bosch in Europa, ma il management, per ora, non ha ancora indicato di quale si tratti. Non solo: per i settori relativi alla produzione dei freni (lo stabilimento di Bari è particolarmente interessato) la situazione sarebbe anche peggiorata e hanno deciso di aumentare il prezzo dei freni. La richiesta di adeguamento sarebbe già stata trasmessa ai clienti. Una iniziativa che, sul piano della concorrenza, potrebbe rivelarsi un boomerang. Il settore freni dello stabilimento di Bari, al quale lavorano 363 dipendenti, ha una nicchia di mercato particolare: la Fiat, che acquisisce tutti i freni. 

La situazione, quindi, non solo resta sospesa ma in un certo senso si aggrava con l’annuncio di questa ulteriore chiusura. Se chiudessero lo stabilimento barese della Bosch, alla casa automobilistica di Torino potrebbero fornire i freni da uno stabilimento francese o tedesco. Lo stabilimento barese produce freni e pompe per il settore diesel: da luglio scorso c’è la cassa integrazione a rotazione, attuata per 15 giorni al mese, nei confronti di poco più di mille unità per volta. L’azienda, per Bari, sta cercando con i sindacati di individuare una soluzione indolore con possibili soluzioni incentivanti. La crisi, comunque, è evidente: due fabbriche Bosch chiuse in Francia, una in Spagna, 1.500 licenziamenti su 7mila dipendenti in uno stabilimento della Repubblica ceca. E adesso l’annuncio di un altro stabilimento da chiuder e. Un altro incontro si terrà a Bruxelles entro luglio: dovrebbero esserci notizie più chiare per i sindacati e quindi si dovrebbe conoscere quale stabilimento chiuderà in Europa. E anche quale destino seguirà quello barese. Se non dovessero esserci dati certi e definiti, i sindacati considereranno l’atteggiamento dei vertici di chiusura e per questo proclameranno uno sciopero generale a Stoccarda, dove c’è la sede centrale della casa tedesca.
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