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Cattivo tempo spiagge deserte, ma i  prezzi non scendono

Cattivo tempo spiagge deserte, ma i  prezzi non scendono
«Io, mia moglie e due bambini - scrive un lettore -, abbiamo pagato ben 28 euro in un giorno per un ombrellone e due lettini. Quanto costa andare in un posto dove c’è un minimo di attrezzature, necessarie, visto che ci andiamo con i bambini? Possibile che in un luogo di mare costi tanto andare al mare?».

28 Giugno 2009

BARI - Tempo cattivo, pioggia, freddo, vento. Spiagge vuote. Ma i lettori che hanno frequentato alcune spiagge private, la settimana scorsa, che ha riservato alcuni giorni di caldo e di sole, si sono lamentati per i prezzi degli stabilimenti balneari. «Io, mia moglie e due bambini - scrive un lettore a Pronto Gazzetta -, abbiamo pagato ben 28 euro in un giorno per un ombrellone e due lettini. Quanto costa andare in un posto dove c’è un minimo di attrezzature, necessarie, visto che ci andiamo con i bambini? Possibile che in un luogo di mare costi tanto andare al mare?». 

Secondo i dati diffusi dall’associazione Contribuenti.it nel 2009 c'è stato un aumento dei prezzi che non ha superato mediamente l'1 per cento, ma nel 2008 si era registrata una forte impennata rispetto all'anno precedente. Quindi, i livelli restano, tutto sommato, alti. Un altro lettore scrive a Pronto Gazzetta e chiede, specificando di aver pagato circa venti euro, di verificare i costi dei biglietti di ingresso negli stabilimenti balneari, per comprendere se i prezzi che vengono richiesti sono davvero all’altezza dei tariffari o meno. È stupito per quanto ha pagato. 
spiaggia deserta
Il presidente provinciale dell’Assobalneari Sib (Sindacato italiano balneari), aderente alla Confcommercio, Edoardo Caizzi, lui stesso imprenditore e gestore di uno stabilimento balneare, spiega: «Bisogna vedere dove i vostri lettori sono andati - spiega Caizzi - noi tutti abbiamo i prezzi controllati. Presentiamo una tabella all’Azienda provinciale per il turismo e ci atteniamo ai prezzi. Peraltro, tutti affiggiamo la tabella all’esterno dello stabilimento perché è giusto che ognuno possa regolarsi. Ma sia chiaro - dice Caizzi: si tratta comunque di una scelta a seconda del livello della spiaggia e di cosa offre. I prezzi variano da spiaggia a spiaggia. E anche nello stesso stabilimento dipende anche da abbonamenti o meno. Per esempio, ci sono spiagge di qualità che hanno il biglietto fissato a 7 euro e 50. Ma se si acquistano dieci ingressi, già scende a 6 euro. Se si acquista per tutta la stagione, cento giorni, arriva anche a costare meno di un grattino al giorno. E la spiaggia è aperta dalle 9 alle 19. I bambini, poi, pagano meno, a seconda dell’altezza, dell’età, ma ci sono stabilimenti dove si paga 4 euro la singola entrata. Fate un po’ di conti, per favore: un ombrellone, i lettini, due-tre docce a testa...». 

Ma il problema riguarda anche le spese dei gestori degli stabilimenti balneari. «Noi abbiamo anche tante spese - spiega Caizzi - paghiamo l’Ici come se la spiaggia fosse di nostra proprietà; paghiamo la Tarsu su tutta la superficie per tutto l’anno. Paghiamo le spese di sanificazione delle piscine e se il tempo è brutto nessuno viene al mare e non guadagniamo niente. Ma continuiamo a pagare i bagnini e restano i costi fissi. Poi c’è tanta spiaggia libera, proprio accanto a quella che io gestisco, a esempio. Il Comune - dice Caizzi - potrebbe installare sulle spiagge libere delle docce, un minimo di strutture. Credo che certe persone parlino senza conoscere le situazioni». Una situazione nella quale sembra che tutti abbiano ragione. Di certo, se una famiglia di 4 persone può andare al mare per un paio di settimane, gli sconti sui prezzi di ingresso sono limitati e anche due settimane, poi, pesano sul bilancio familiare. [m. trigg.]

(foto Luca Turi)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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