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In Puglia e Basilicata

Allarme Cisl di Lecce «Ci stanno scippando la facoltà di Medicina»

Allarme Cisl di Lecce «Ci stanno scippando la facoltà di Medicina»
di GIOVANNI DELLE DONNE 
Il sospetto c’è e diventa sempre più forte. Come si spiegherebbe altrimenti l’attivismo della Facoltà di Medicina dell’Università di Bari che sta attivando nuovi insegnamenti a Taranto emarginando Lecce e bloccando, in questo modo, simili iniziative nel Salento? Il sospetto che qualcuno voglia impedire la nascita della Facoltà di medicina a Lecce diventa sempre più forte e viene rilanciato dalla segretario generale della Cisl
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27 Giugno 2009

di GIOVANNI DELLE DONNE 
LECCE - Il sospetto c’è e diventa sempre più forte. Come si spiegherebbe altrimenti l’attivismo della Facoltà di Medicina dell’Università di Bari che sta attivando nuovi insegnamenti a Taranto emarginando Lecce e bloccando, in questo modo, simili iniziative nel Salento? Il sospetto che qualcuno voglia impedire la nascita della Facoltà di medicina a Lecce diventa sempre più forte e viene rilanciato dalla segretario generale della Cisl, Franco Surano il quale pone - a chi di dovere - una serie di interrogativi. Domande in attesa di sollecite risposte. 

«Nel mentre gli organi competenti della Provincia di Lecce - dice Surano - e soprattutto dell’Università del Salento stanno fermi, la consorella di Bari avvia di fatto corsi di laurea su Taranto propedeutici a far nascere la Facoltà di Medicina e Chirurgia nella città ionica. Ci chiediamo, come è possibile tutto ciò? Chi è preposto a programmare l’istitu - zione di nuovi corsi di laurea e di facoltà? C’è una sede in cui le università di una regione dialogano tra loro? C’è un ruolo della Regione Puglila su questo tema? E quale dialogo c’è tra le istituzioni locali? E’ chiedere troppo avere qualche risposta, qualche segnale?». 

La preoccupazione della Cisl per le “manovre” anti Lecce dell’Università di Bari, giunge in un momento in cui trova sempre più proseliti la necessità di istituire la Facoltà di Medicina a Lecce. Anzi, è opinione ormai consolidato che solo la nascita della facoltà nel «Vito Fazzi» potrà salvare il grande ospedale leccese dalla situazione di difficoltà (organizzative più che economiche) in cui si dibatte da decenni. Lo stesso direttore generale della Asl, Sergio Scoditti ha sposato l’ipotesi Medicina e ci sta lavorando convinto del contributo determinanche che l’Università di Lecce potrà dare al progetto. Una convinzione che poggia sulle numerose collaborazioni già in atto e sulle professionalità che l’Università potrebbe mettere in campo. Scoditti non immagina una facoltà di medicina classica, potremmo dire generalista, ma «specializzata». 

E su questa base si sta lavorando, anche se le notizie che arravano da Taranto non sono rassicuranti. «Ho qualche timore - dice il direttore generale - e sarebbe un vero peccato. A me interessa la Facoltà di Medicina anche perchè sarebbe propedeutica all’aziendalizzazione del Vito Fazzi». E su questa strada la Asl può contare sulla collaborazione dell’Università del Salento che «vorrebbe - spiega Scoditti - “costruire” una Facoltà di Medicina “mirata” alla Biologia, cioè superspecializzata e rivoltga alle scienze biologiche». Con il vantaggio di avere già in casa materiale umano e tecnologico in grado di accellerare i tempi. «Certo - sottolinea Scoditti - l’investimento è considerevole ma se tutte le istituzioni locali fanno squadra su questo obiettivo, la partita potrà essere vinta». Anche perchè nessuno vieta di procedere senza l’aiuto della facoltà di medicina di Bari, ma con la collaborazione di qualche università del Nord. Certo, bisognerà fare in fretta per evitare, come scriveva Tito Livio duemila anni fa, che «mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata»
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