Martedì 16 Agosto 2022 | 15:55

In Puglia e Basilicata

Un coordinamento per le  inchieste su Tarantini e sanità in Puglia

Un coordinamento per le  inchieste su Tarantini e sanità in Puglia
Il procuratore aggiunto di Bari, Marco Dinapoli, ritiene «urgente» una riunione di coordinamento tra i vari sostituti che si stanno occupando dei filoni delle inchieste per evitare «sovrapposizioni». Al momento sono infatti almeno quattro le inchieste sulla sanità pugliese affidate a differenti procuratori e in alcune delle quali ricorre il nome dell’imprenditore barese. L'inchiesta sul giro di escort è affidata al sostituto Giuseppe Scelsi; un’altra indagine, sempre affidata a Scelsi, riguarda l’attività della TecnoHospital, società dei fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini; c'è poi l’inchiesta diretta dal sostituto della Dda Desirè Digeronimo con una quindicina di indagati (tra cui l’ex assessore regionale alla sanità, Alberto Tedesco) e per la quale è stato convocato anche Vendola; e una quarta condotta da due magistrati del pool reati amministrativi, Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro sempre con Tarantini
• Tarantini: «Che stupido sono stato... ma quante donne pagherebbero per una storia con Berlusconi»

26 Giugno 2009

BARI, 26 GIU – La procura di Bari intende istituire un coordinamento tra le varie inchieste sulla sanità in Puglia nelle quali compare l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e e in parte si intrecciano con quella che vede Tarantini indagato per induzione alla prostituzione per avere pagato prostitute di lusso perchè partecipassero a feste vip, comprese alcune nelle residenze del presidente del Consiglio a Roma e in Sardegna. 
Il procuratore aggiunto Marco Dinapoli ritiene infatti «urgente» una riunione di coordinamento tra i vari sostituti che si stanno occupando dei filoni delle inchieste per evitare «sovrapposizioni». 

La necessità è avvertita perchè al momento sono almeno quattro le inchieste sulla sanità pugliese affidate a differenti procuratori e in alcune delle quali ricorre il nome dell’imprenditore barese e di suoi frequentatori. Su tutte è mantenuto il più stretto riserbo. L'inchiesta sul giro di escort è affidata al sostituto Giuseppe Scelsi che è ufficialmente in ferie dal giorno in cui sono state pubblicate le prime rivelazioni di Patrizia D’Addario sulla sua partecipazione retribuita a due cene a casa del premier (in un caso la donna ha detto di avere avuto anche un rapporto sessuale con Berlusconi). Le indagini sono blindate e al di là delle dichiarazioni fatte dalle ragazze ad alcuni giornali, si è appreso che gli investigatori starebbero ancora ascoltando alcune delle giovani coinvolte (una ventina) tra cui un’amica di Patrizia, Barbara Montereale. A quest’ultima, «ragazza immagine» che ha partecipato a cene a palazzo Grazioli e a villa Certosa, l’altra notte sconosciuti hanno incendiato l’automobile parcheggiata sotto casa a Modugno, centro vicino a Bari. 
Sulla vicenda il sostituto inquirente, Isabella Ginefra, ha aperto un fascicolo per incendio doloso e disposto accertamenti tecnici. Una delle piste possibili ricondurrebbe ad un ex fidanzato della ragazza, appartenente alla famiglia di un noto boss barese. La giovane, però, interrogata al riguardo dai carabinieri, ha risposto: «Non intendo parlare dei miei fatti privati». 

A chi indaga sulla vicenda, appare evidente la non casualità dell’evento rispetto alle vicende di questi giorni. L’inchiesta «escort» nasce dalle intercettazioni cui Tarantini era sottoposto per un’altra indagine affidata a Scelsi e che riguarda l’attività della TecnoHospital, società dei fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, che fornisce protesi ortopediche. In questa i fratelli Tarantini sono indagati insieme con altre due persone, l’imprenditrice Ilaria Tatò e il primario di ortopedia Vincenzo Patella, per l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. 

C'è poi l’inchiesta diretta dal sostituto della Dda Desirè Digeronimo con una quindicina di indagati (tra cui l’ex assessore regionale alla sanità, Alberto Tedesco, imprenditori, direttori generali di alcune Asl pugliesi e dirigenti regionali) su presunti abusi nelle forniture di servizi e prodotti sanitari. Una inchiesta che, a quanto si è appreso, è destinata ad allargarsi e nell’ambito della quale il pm ha convocato per il 6 luglio prossimo, come persona informata sui fatti, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. 

Un’altra inchiesta su accreditamenti di strutture sanitarie private (non sarebbero coinvolte le attività dei Tarantini) è condotta da due magistrati del pool reati amministrativi, Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro, mentre a Rossi è affidata una ulteriore indagine che vede Gianpaolo Tarantini tra gli indagati per attività della TecnoHospital che è stata avviata diversi anni fa e per la quale nel giro di pochi giorni si dovrebbe arrivare alla conclusione.
(di Paola Laforgia) 
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