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Feste da Berlusconi Il regalo del premier alla ragazza di Bari

Feste da Berlusconi Il regalo del premier alla ragazza di Bari
BARI - Da qualche giorno, racconta, la sua vita «è diventata un inferno». Eppure l’unico ricordo che le rimane è quella statuetta, un soldatino dell’antica Roma. Di plastica, made in China. Roba che ti aspetti di trovare sulle bancarelle, non nella casa di rappresentanza dell’uomo più potente d’Italia. Beffardo il destino di Lucia Rossini, la terza ragazza che il 4 novembre 2008 era a palazzo Grazioli con Patrizia D’Addario e Barbara Montereale. 
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di Massimiliano Scagliarini

BARI - Da qualche giorno, racconta, la sua vita «è diventata un inferno». Eppure l’unico ricordo che le rimane è quella statuetta, un soldatino dell’antica Roma. Di plastica, made in China. Roba che ti aspetti di trovare sulle bancarelle, non nella casa di rappresentanza dell’uomo più potente d’Italia. Beffardo il destino di Lucia Rossini, la terza ragazza che il 4 novembre 2008 era a palazzo Grazioli con Patrizia D’Addario e Barbara Montereale. 

Non è una «escort», è solo una bella ragazza che un giorno ha ricevuto un invito importante. Ne ha ricavato pubblicità, di cui avrebbe fatto volentieri a meno, e quella statuetta che il premier ha insistito per regalarle: «Un semplice ricordo della serata - dice lei adesso - assolutamente privo di alcun valore».

Ci tiene, Lucia, a dire di essere una ragazza «normale». «Fino a qualche mese fa - racconta - ho lavorato con regolare contratto di assunzione come arredatrice d'interni, adesso svolgo la stessa attività ma per conto mio». 

A Roma, da Berlusconi, ci arrivò per caso. «Un giorno - dice - ho incontrato per caso Gianpaolo Tarantini. Gli dissi che sarei dovuta andare a Roma. Lui mi propose di passare la serata insieme, partecipando ad un ricevimento di suoi amici». Amici: Lucia dice di non sapere che si trattasse del premier. E quella serata a palazzo Grazioli è stata, racconta, «una esperienza che non capita tutti i giorni», oltre che «una serata piacevole. Una serata da ricordare? Sì, ma solo per il contesto in cui si è svolta e per l'importanza del padrone di casa».


Quella fu anche la sera in cui Lucia conobbe Patrizia e Barbara. Con Barbara, ha raccontato negli scorsi giorni, passò la notte in albergo. E poi ci sono quelle foto, scattate per ricordo dalla aspirante soubrette modugnese. Foto che hanno fatto il giro del mondo. Quella stessa notte, tornata in albergo, Lucia telefonò alla madre: «Ero sorpresa per quello che mi era accaduto - dice - la chiamai subito per raccontarle tutto».


Ora a Bari, Lucia si è affidata a un avvocato. Sui giornali, lamenta, sono state scritte cose non vere: il legale, Gaetano Sassanelli, annuncia l’intenzione di querelare le «sei testate giornalistiche» che l’hanno accostata alle «escort». Lucia - dice il suo legale - è stata a palazzo Grazioli soltanto come «amica del signor Tarantini», quindi «senza alcuna contropartita né alcun altro genere di compenso». 

«Sono stata - aggiunge lei - ingiustamente accostata ad un mondo che non mi appartiene e non mi è mai appartenuto». Proverà a ricominciare, sperando di essere dimenticata. Le resterà soltanto quella statuetta, pescata dal Colosseo in pietra del presidente del Consiglio. Un giocattolo senza valore, una delle tante beffe di questa storia, una grande lezione: mai accettare inviti dagli sconosciuti.

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