Mercoledì 17 Agosto 2022 | 10:29

In Puglia e Basilicata

Inquinamento: ecco perchè a Matera non si... respira

Inquinamento: ecco perchè a Matera non si... respira
di EMILIO OLIVA
Denunciati dai carabinieri tre gestori del depuratore in contrada Pantano. I Nas accertano un deposito incontrollato di rifiuti costituiti dai fanghi di depurazione e altre irregolarità. Svelate le cause dello scempio... olfattivo. Rifiuti speciali non pericolosi, allo stato liquido, trattati e smaltiti senza autorizzazione, iscrizione o comunicazione

25 Giugno 2009

di EMILIO OLIVA 

Sono tre gestori del depuratore in contrada Pantano i primi a pagare la «guerra» alla puzza respirata in tanti quartieri della città e alla schiuma che galleggia su un torrente Gravina torbido quanto una fogna. A meno di un mese dai controlli effettuati nell’impianto, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Potenza e del Comando provinciale li hanno denunciati per violazioni della normativa in materia ambientale. I militari avrebbero riscontrato un deposito incontrollato di rifiuti costituiti da fanghi di depurazione e il rilascio di acque reflue che, stando alle analisi chimiche effettuate in questi giorni, presenterebbero valori non rientranti nei limiti consentiti dal decreto legislativo 152/2006. Ma tra le anomalie è stata segnalata dai carabinieri anche un’attività di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, allo stato liquido, in assenza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione. «È vero che abbiamo avuto dei problemi, legati al funzionamento di alcune macchine, ma li abbiamo risolti», assicurano all’impianto. «Si è lavorato anche di notte. Le macchine sono state riparate o sostituite e adesso la situazione è tornata nella norma». 
depuratore a Matera
Il depuratore di contrada Pantano, di proprietà di Acquedotto Lucano, non può essere considerato comunque l’unico degli «indiziati» nella ricerca delle responsabilità dell’inquinamento del torrente Gravina e del suo affluente, lo Jesce. Una ferita aperta tra il Parco della Murgia e i Sassi, cioè nel cuore di quello che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità. I problemi maggiori sono in territorio pugliese, nella vicina città di Altamura, dove soltanto una decina di giorni fa il presidente dell’Ente Parco della Murgia materana, Roberto Cifarelli, ha consegnato al sindaco Mario Stacca u n’ampolla contenente un campione dei «veleni» prelevati nel torrente in contrada Sgarrone, lì dove è in funzione il depuratore comunale. Lì è anche il punto dove il corso d’acqua cambia colore, è inesistente ogni forma di vita, si intravedono le prime formazioni di banchi di schiuma e si sprigionano esalazioni nauseabonde. 

depuratore a MateraUna situazione documentata anche da una «spedizione» promossa proprio da Cifarelli all’inizio del mese, lungo tutto il corso del torrente, proprio per segnalare i maggiori punti di criticità che possono spiegare i problemi di inquinamento. E tra questi ci sono, ma in misura minore anch’essi, gli scarichi fognari abusivi nelle zone di via Santo Stefano e del rione Casalnuovo e le carenze dell’impianto di depurazione in contrada Lamione che serve il nuovo ospedale. L’ultimatum lanciato dal presidente dell’Ente Parco perché si affronti l’emerg enza ambientale, dopo anni di colpevoli omissioni, ritardi e disattenzioni, sembra sortire quindi i primi effetti. Oltre ai carabinieri, hanno risposto all’appello la Regione, con la convocazione di un incontro con enti di servizio per adottare le prime iniziative, e il Comune, con la sollecitazione rivolta dal sindaco, Emilio Nicola Buccico, ad Acquedotto Lucano per l’eliminazione delle cause dei cattivi odori.

(Foto Genovese)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725