Giovedì 21 Febbraio 2019 | 03:38

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Il comunicato

La «Gazzetta» torna in edicola anche senza stipendi: «Limiti di una gestione piena di paradossi»

«È paradossale, inoltre, che la Gazzetta pubblichi una intera pagina di autopromozione per enfatizzare le proprie performance pubblicitarie, ma poi continui ad avvantaggiarsi del lavoro non retribuito dei suoi dipendenti»

Adesioni a valanga per il #GazzettaDay: «Doppia copia il 29 dicembre»

Cari Lettori, il Vostro Giornale torna oggi in edicola dopo tre giorni di sciopero proclamati dai giornalisti e altri due dai poligrafici per protestare contro la scelta degli amministratori giudiziari, Bonomo e Modica e del direttore generale Capparelli di continuare a privilegiare i fornitori anziché corrispondere ai dipendenti gli stipendi arretrati che ad oggi ammontano a tre mensilità. Nei giorni scorsi, la Gazzetta del Mezzogiorno aveva pubblicato un riquadro in prima pagina che Vi ricordava come il quotidiano continuasse ad andare in edicola grazie al lavoro non retribuito di tutti i dipendenti: una scelta dettata esclusivamente dal loro senso di responsabilità. Tuttavia, gli amministratori giudiziari hanno informato verbalmente il Comitato di redazione che entro la metà di febbraio sarebbe stato corrisposto soltanto un acconto sullo stipendio di dicembre, poiché si rendeva necessario far fronte all'ennesimo pagamento di un fornitore. Ci meraviglia, inoltre, che gli stessi amministratori abbiano sin qui ritenuto di corrispondere acconti sulle retribuzioni in percentuale addirittura inferiore a quella che sarebbe derivata se fosse stata accettata la loro impraticabile richiesta di un taglio lineare del costo del lavoro pari al 50% che avrebbe prodotto come principale ricaduta un grave impoverimento dell'informazione sulle nostre pagine.

I giornalisti ritengono inaccettabile questa politica degli amministratori messa già in pratica in occasione del «Gazzetta Day», quando il Vostro grande sostegno, concretizzatosi in un notevole acquisto di copie, a fronte di un successo dell'iniziativa, non ha avuto alcuna ricaduta positiva a favore dei lavoratori. E aggiungono che la loro prestazione professionale è da ritenersi strategica al pari delle forniture di beni e servizi che fino a questo momento si è ritenuto di privilegiare nei pagamenti. Non a caso, se i giornalisti e i poligrafici si fermano, a nulla serve garantirsi le scorte di carta e le forniture di energia.

È paradossale, inoltre, che la Gazzetta pubblichi una intera pagina di autopromozione per enfatizzare le proprie performance pubblicitarie, ma poi continui ad avvantaggiarsi del lavoro non retribuito dei suoi dipendenti. Ammetterete che sia singolare, per un quotidiano sempre in prima linea nel raccontare e denunciare le storie di caporalato che tormentano le nostre regioni, ritrovarsi in una situazione assimilabile allo sfruttamento del lavoro.

I giornalisti, pur nella consapevolezza del ruolo nevralgico svolto dall'Informazione in Puglia e Basilicata, pretendono di essere retribuiti con stipendi e non con saltuarie mance.

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