Mercoledì 10 Agosto 2022 | 15:41

In Puglia e Basilicata

Estorsioni: una decina di arresti tra Bari e Salerno

Estorsioni: una decina di arresti tra Bari e Salerno
Gli arresti, eseguiti in collaborazione con i centri Dia di Napoli e Bari, sono stati disposti dal Gip del tribunale di Salerno. Tra le persone arrestate figura Luigi Maisto, già collaboratore di giustizia e personaggio storicamente legato alla criminalità organizzata operante nel capoluogo salernitano fin dagli anni '70, quando era affiliato alla nuova camorra organizzata (nco), di Raffaele Cutolo. L'uomo da tempo si era trasferito in provincia di Bari (foto Luca Turi)

24 Giugno 2009

NAPOLI – L'obiettivo era quello di appropriarsi del territorio con il controllo delle attività illecite, nel momento in cui i clan malavitosi operanti a Salerno ed in provincia vivevano una fase di declino. Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia, che oggi hanno portato all’emissione da parte del gip del tribunale di Salerno di undici ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui dieci eseguite (uno degli indagati è sfuggito alla cattura), hanno consentito di fare piena luce su una nascente organizzazione camorristica. 

Era capeggiata – secondo gli investigatori – da Luigi Maisto, personaggio storicamente legato alla criminalità organizzata che fin dagli anni '70, è stato affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Maisto da anni era residente a Giovinazzo (Bari), dove era giunto in soggiorno obbligato. Secondo quanto affermato dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, Franco Roberti, nel corso di una conferenza stampa, Maisto stava cercando di rientrare a Salerno e attraverso personaggi noti, per aver fatto parte di altre organizzazioni criminali operanti sul territorio, ma anche esponenti della malavita barese, stava mettendo in pieni un nuovo sodalizio che avrebbe consentito la diffusione della droga, con l’investimento di proventi ricavati dall’attività estorsiva. 

Due gli episodi estorsivi passati sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori: uno riguarda un imprenditore del settore vivaistico di Bellizzi (Salerno) ed un’altro messo a segno ai titolari di un’azienda operante nel settore della nautica a Cava dei Tirreni (Salerno). In tutti e due gli episodi verificatisi nel 2007 e nel 2008, sarebbero stati estorti, con la minaccia delle armi 20 mila e 80 mila euro. Inoltre, come ha spiegato il responsabile della DIA di Salerno, Claudio Di Salvo, sarebbe stata fatta piena luce anche su un episodio accaduto il 14 settembre del 2007, quando due uomini in sella ad una moto, esplosero 2 colpi di arma da fuoco all’indirizzo di una pattuglia della DIA di Salerno nel popoloso rione De Gasperi del capoluogo, credendo che si trattasse di esponenti di clan rivali operanti nel capoluogo. E proprio uno dei due, che fece fuoco all’indirizzo degli agenti della DIA salernitana, oggi è sfuggito alla cattura.

(foto Luca Turi)
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