Domenica 14 Agosto 2022 | 11:06

In Puglia e Basilicata

Ugento, nuove accuse al vicino  di casa sul delitto Basile

Ugento, nuove accuse al vicino  di casa sul delitto Basile
Gli inquirenti sono certi che il giovane, vicino di casa di Peppino Basile, non dica tutta la verità su quanto abbia visto e sentito la notte dell’omicidio, avvenuto fra il 14 e il 15 giugno del 2008. I dubbi degli investigatori riguardano l’orario di rientro a casa del giovane e, soprattutto, la sua ricostruzione di quanto accaduto quella notte. Su questi aspetti il giovane è stato sentito subito dopo l’omicidio e poi, ancora, a luglio e a settembre. Per quanto riferito durante quegli interrogatori, il giovane è stato iscritto sul registro degli indagati per false dichiarazioni

24 Giugno 2009

UGENTO - Si fa più scomoda la posizione del giovane coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Peppino Basile. Da ieri non è più indagato solo per false dichiarazioni al pm, ma anche per favoreggiamento. Lo ha scoperto nel corso dell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Simona Filoni che, alla Procura presso il Tribunale dei minorenni, sta coordinando quella parte delle indagini che coinvolge under 18. Favoreggiamento personale perché con il suo presunto comportamento omertoso avrebbe aiutato l’autore (o gli autori) dell’omicidio del consigliere provinciale e comunale dell’Italia dei Valori. Gli inquirenti sono certi che il giovane, vicino di casa di Peppino Basile, non dica tutta la verità su quanto abbia visto e sentito la notte dell’omicidio, avvenuto fra il 14 e il 15 giugno del 2008. 

I dubbi degli investigatori riguardano l’orario di rientro a casa del giovane e, soprattutto, la sua ricostruzione di quanto accaduto quella notte. Su questi aspetti il giovane è stato sentito subito dopo l’omicidio e poi, ancora, a luglio e a settembre. Per quanto riferito durante quegli interrogatori, il giovane è stato iscritto sul registro degli indagati per false dichiarazioni. E insieme con lui risulta indagato anche il padre che, per primo, si precipitò in strada per soccorrere Peppino Basile ormai agonizzante. L’ipotesi di false dichiarazioni contestata al giovane si è ulteriormente appesantita. Adesso gli si contesta di non aver detto la verità anche nel corso degli ultimi due interrogatori svolti davanti al magistrato della Procura dei minorenni. Ieri mattina, però, il giovane, accompagnato dagli avvocati Roberto Bray e Antonio Melileo, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Appena dieci minuti è durato il suo faccia a faccia con il magistrato. 

Il giovane ha voluto ancora una volta precisare di non avere nulla a che fare con la vicenda e di aver già dimostrato ampia disponibilità nei confronti degli investigatori. Inoltre ha precisato di aver raccontato tutto quello che sapeva e che, la notte dell’omicidio, non ha visto nessuno e non ha sentito nulla. Il coinvolgimento nelle indagini ha provocato stress e disagio al giovane tanto da pregiudicargli il rendimento scolastico. Nei prossimi giorni gli inquirenti (il magistrato della Procura dei minorenni e il sostituto procuratore Giovanni De Palma che dall’inizio coordina le indagini sul delitto di Peppino Basile) si incontreranno per fare il punto alla luce degli ultimi sviluppi. Di recente anche davanti al magistrato della Procura ordinaria ci sono stati altri interrogatori di vicini di casa di Peppino Basile per raccogliere ulteriori indicazioni su quanto accaduto la notte dell’omicidio.
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