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In Puglia e Basilicata

Brindisi: in una sola classe 10 bocciati e 12 rimandati

Brindisi: in una sola classe 10 bocciati e 12 rimandati
di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 
E' accaduto in una terza del liceo socio-psico-pedagogico Palumbo. Ciò che avrebbe assestato il colpo di grazia ai più traballanti sarebbero state le assenze esagerate La mano pesante del Consiglio di classe ha ritenuto che a meritare l’ammissione fossero solo in due. Un’ecatombe annunciata, a quanto pare, alle dieci famiglie dei bocciati da una lettera inviata dalla dirigente del liceo. I genitori, nonostante tutto, appaiono disorientati 

23 Giugno 2009

di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 

Due sole ragazze promosse su 24. Strage in una terza del liceo socio-psico-pedagogico Palumbo. Dieci bocciati e dodici con «giudizio sospeso», ossia con debiti formativi da recuperare a settembre (ex rimandati) prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. Cinque studentesse (nella classe un unico ragazzo) avrebbero chiesto il nulla osta al trasferimento, probabilmente orientate verso un altro indirizzo scolastico. Secondo alcune indiscrezioni la classe sarà comunque rimpastata in modo da riportare condizioni di equilibrio. La linea dura del Consiglio di classe ha premiato solo due studentesse, ammesse senza debiti. Le altre passeranno l’estate sui libri. Un’ecatombe annunciata, a quanto pare, alle dieci famiglie dei bocciati da una lettera inviata dalla dirigente del liceo. I genitori, nonostante tutto, appaiono disorientati. 

Ciò che avrebbe assestato il colpo di grazia ai più traballanti sarebbero state le assenze esagerate di cui molti sembra fossero all’oscuro. Un fenomeno, a quanto pare, che la scuola non è riuscita ad arginare. Pagelle, secondo alcune indiscrezioni, che somigliano schedine del totocalcio. Così zeppe di insufficienze e assenze da non consentire la tirata per i capelli dell’ultimo minuto. Un atto di fede che significa: “quest’anno ti grazio, ma se continui così, l’anno prossimo saranno dolori di pancia”. Troppo spesso il messaggio non viene colto e prevale la politica del “tiriamo acampare”. Al pericolo scampato non segue alcun proponimento per non ridursi nelle medesime condizioni alla resa dei conti successiva. I dati nazionali non si discostano : sono cresciuti in modo esponenziale, rispetto al 2008, gli ammessi con «sospensione di giudizio» (che dovranno recuperare a settembre il debito). 

Rendimento basso e un mare di assenze, si diceva, sembrerebbero essere le ragioni della non ammissione dei dieci studenti del liceo psico-pedagico Palumbo. Ma la spinta determinante alla caduta, per alcuni, sarebbe stato il voto in condotta. Che ha messo il Consiglio di classe con le spalle al muro. È necessario verificare, dice Francesco Capobianco, dirigente dell’Uf ficio scolastico provinciale, se da parte dell’istituto scolastico siano state poste in essere tutte le strategie per un recupero nell’anno scolastico dei ragazzi. Resta il fatto che l’aria nella scuola è cambiata. E il numero crescente di giovani bocciati e rimandati negli ultimi anni ne è una prova concreta. 

Lo scorso anno, un caso analogo si verificò nel liceo scientifico Monticelli. Ricorsi al Tar e battaglie giudiziarie annunciate al momento, non hanno avuto seguito. Non altrettanto dura la linea nelle ammissioni alla maturità: concesse ancora quest’anno a piene mani. A proposito dell’annuncio del ministro Gelmini ai dirigenti della scuola media: «promozione solo con sufficienze vere», niente sei rosso, viene da chiedersi: se il divieto di camuffare i cinque facendo media tra i voti venisse applicato alle ammissioni alla maturità, altro che strage. «Sono tecnicismi relativi - chiarisce Francesco Capobianco, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale - il Consiglio di classe valuta sempre l’impegno dello studente nel suo complesso e se è rilevante non lo penalizza senz’altro se in una materia incontra consistenti difficoltà. Non credo proprio che non lo ammetta all’esame di Stato». 
«Come uomo di scuola - conclude - ritengo che quando la scuola boccia e non promuove, non promuove conoscenze, miglioramenti, arricchimenti, progresso, successo nello star bene con se stessi e nell’ambiente scuola, si deve interrogare la scuola e chiedersi come mai si producano questi risultati».

• Il provveditore Francesco Capobianco: «È un dato inquietante, sono tanti gli elementi da valutare»
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