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In Puglia e Basilicata

Tra Harrell e Papasov Bari si mette in jazz

Tra Harrell e Papasov Bari si mette in jazz
Aprirà le danze martedì sera la quinta edizione di «Bari in Jazz», il festival diretto da Roberto Ottaviano e organizzato da Abusuan, fino a venerdì. Appuntamenti nelle chiese e al Castello Svevo sul tema «Il sacro ed il profano»

21 Giugno 2009

di UGO SBISÀ 

Aprirà le danze martedì sera la quinta edizione di «Bari in Jazz», il festival diretto da Roberto Ottaviano e organizzato da Abusuan. La scommessa continua, verrebbe da dire, specie se si considera che quest’anno il vento della crisi non ha risparmiato lemanifestazioni estive, arrivando in taluni casi addirittura a mettere in forse la sopravvivenza di alcune di esse. Rischio scongiurato per «Bari in Jazz», come si può vedere, anche se, a un occhio attento, non è difficile notare come, rispetto agli anni precedenti, il cartellone del festival sia stato parzialmente ridimensionato. Un ridimensionamento, beninteso, che si è cercato di contenere senza nuocere alla qualità delle proposte, quest’anno raccolte sotto l’ecumenica siglia di «Sacro e profano», ma in ogni caso segno dei tempi difficili vissuti anche dalla musica. 

Altro aspetto da rimarcare, inoltre, è il cambio delle sedi delle manifestazioni: non più l’ampia, ma chiassosa piazza Mercantile, ma il Castello Svevo per il «main stage» con i concerti a pagamento e alcune chiese della città vecchia per gli appuntamenti gratuiti di prima serata. 
Sarà così la chiesa di Sant’Anna a ospitare martedì sera alle 20 Sussurri, un progetto vocale allestito dalle cantanti baresi Gianna Montecalvo e Lisa Manosperti con la partecipazione vocale di Rossella Antonacci, Stef ano Luigi Mangia e Giorgio Valerio e con Pasquale Gadaleta al contrabbasso e Maurizio Lampugnani alle percussioni. Alle 22.30 al Castello il trombettista beneventano Luca Aquino presenterà invece il suo Lunaria con Giovanni Francesca a chitarra e live electronics, Marco Bardoscia contrabbasso e Gianluca Brugnano batteria. 

Mercoledì si riprenderà alle 20 nella chiesa di Santa Chiara col trombettista Mino Lacirignola e il suo «Ottonando Brass Ensemble » (Giovanna Bianchi tromba, Donato Semeraro corno, Giu eppe Zizzi trombone, Domenico Zizzi tuba), per proseguire al Castello con Lisa Manosperti che riproporrà il suo noto omaggio alle canzoni di Edith Piaf, avvalendosi della collaborazione del sassofonista italo argentino Javier Girotto. 

Giovedì alle 20 nella Chiesa di San Giacomo, il noto clarinettista bulgaro Ivo Papasov si proporrà in una solo performance dedicata alla musica dei Balcani, a seguire, al Castello, il contrabbassista Furio Di Castri porterà in scena Zapping, singolare rilettura delle musiche di Monk e Zappa in compagnia di Nguyen Lee alla chitarra, Rita Marcotulli alle tastiere, Marco Tamburini al flicorno, Mauro Negri alle ance e Joel All u ch e alla batteria. Subito dopo, il sassofonista sardo Gavino Murgia proporrà Megalitico con Michel Godard tuba, Luciano Biondini fisarmonica, Franck Tor tiller vibrafono e Pietro Iodice batteria. 

La giornata conclusiva di venerdì prenderà infine il via alle 20 a San Giacomo con l’Arundo Donax sax quartet e, dalle 21.30, si trasferirà al Castello dove sono annunciati il quintetto del trombettista americano Tom Harrell, con il suo solido hard bop e di nuovo Papasov a capo della «Wedding Band» con un programma dedicato alla scatenata musica da matrimonio dei Balcani.
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