Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:32

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L'incontro

Trivelle, Emiliano: «Sospensiva non ci accontenta, serve agenzia per bloccare ricerche in mare»

Secondo il governatore occorre lo stop finché non ci sarà un piano delle aree di ricerca del petrolio

Trivelle, Emiliano: «Sospensiva non ci accontenta, serve agenzia per bloccare ricerche in mare»

«La sospensiva ci fa piacere ma evidentemente non ci accontenta», «la riunione di oggi serve a dire che non abbassiamo la guardia e a rilanciare» e ha «lo scopo di condividere una serie di proposte da inviare al Governo». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aprendo i lavori della riunione contro le trivellazioni in mare per le ricerche petrolifere convocata a Bari, in Fiera del Levante, con le componenti del Comitato promotore dei referendum antitrivelle che si è svolto il 17 aprile 2016 e con i rappresentanti di Regioni e Comuni coinvolti. All’incontro partecipano assessori e consiglieri delle Regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Veneto, Marche e Molise, sindaci e associazioni ambientaliste.
«Ricordo - ha detto Emiliano - che questo è un Governo che ha componenti politiche che hanno partecipato entrambe al referendum No Triv, sia la Lega Nord sia il Movimento 5 Stelle si sono pronunciati per l’abrogazione delle leggi che consentivano le ricerche nel nostro mare. Abbiamo la ragionevole aspettativa che questo governo sia particolarmente sensibile ad andare oltre i limiti che il movimento No Triv ha trovato nei confronti dei precedenti governi».


«Quindi oggi io mi auguro - ha continuato il governatore pugliese - che si possa trovare insieme una serie di proposte per poter definitivamente chiudere questa vicenda, che si ripropone ogni volta che un governo viene varato e sembra quasi che queste lobby, ogni volta che qualcuno si siede sulle poltrone del Mise o del Ministero dell’ambiente, ci riprovino come dei serpenti tentatori nel tentativo che noi dimentichiamo o abbassiamo la guardia. La riunione di oggi serve a dire che non abbassiamo la guardia, che vogliamo rilanciare e soprattutto che questo è un movimento orizzontale, fatto di istituzioni, associazioni e popolo e che quindi la guardia non ho motivo di essere abbassata mai».

Un’agenzia del mare interregionale per bloccare le ricerche di idrocarburi nei mari italiani. È l'esito della riunione convocata a Bari dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con le altre Regioni interessate dalle trivellazioni, e che ha visto anche la partecipazione di sindaci, parlamentari e associazioni ambientaliste. A margine dell’incontro, Emiliano ha parlato di "giornata estremamente positiva, la riunione ha dato un ottimo risultato peraltro con una totale unanimità di tutti i suoi componenti».
«Noi dobbiamo collegare la sospensiva delle ricerche petrolifere ad un atto più importante che si chiama Piano delle aree, - ha spiegato il Governatore pugliese - cioè il piano di ricerca effettivo del petrolio nel nostro paese e dobbiamo fare in modo che fino a che non sia definito questo Piano delle aree, non ci siano più concessione di permessi di ricerca».


«Dobbiamo tutelare, questa è la richiesta della Basilicata, non solo dalle ricerche in mare, ma anche dalle ricerche a terra - ha continuato Emiliano - perché la Basilicata è purtroppo devastata dalle questioni legate all’eccessivo sfruttamento del suo territorio. In più c'è, da parte della Regione Calabria, una forte polemica, che noi condividiamo, sull'utilizzo dell’air-gun. È il momento nel quale le due forze di governo, il Movimento 5 Stelle e la Lega, entrambe da sempre contrarie all’utilizzo dell’air-gun, varino immediatamente un provvedimento di legge che ne vieti l’utilizzo».


«Questo vertice ha consentito alle Regioni di passare dalla difesa all’attacco. Attaccare - ha detto il presidente - significa costruire insieme tra le varie regioni interessate un’agenzia del mare che dimostri qual è il fatturato della blue economy, che cosa significa turismo, bellezza, ma anche pesca, itticoltura, tutte quelle attività legate allo sfruttamento del mare e che hanno un peso economico secondo noi immensamente superiore a quelle sciocchezze che purtroppo sono il guadagno che l’Italia fa per la ricerca del petrolio che vengono da royalty che sono tra le più basse al mondo». «Questi elementi - ha concluso Emiliano - verranno consolidati in un documento comune e portati alla conferenza Stato-Regioni, cioè quel luogo dove tutti i presidenti delle regioni italiane definiranno col governo sia il piano delle aree che ovviamente questo provvedimento di sospensiva delle ricerche petrolifere nel nostro mare»

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