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In Puglia e Basilicata

Taranto, rifiuti diretti ad Hong Kong sequestrati 7 container

Il porto di Taranto si conferma crocevia di un traffico internazionale di rifiuti speciali. I finanzieri del gruppo di Taranto hanno sequestrato nelle ultime ore circa 155 tonnellate di rifiuti speciali costituiti da materiale plastico con destinazione finale Hong Kong. Quattro persone denunciate: tre imprenditori pugliesi – un intermediario, uno spedizioniere e un esportatore – e un uomo d’affari cinese

21 Giugno 2009

di MIMMO MAZZA

Il porto di Taranto si conferma crocevia di un traffico internazionale di rifiuti speciali.

I finanzieri del gruppo di Taranto, guidati dal tenento colonnello Cosimo D’Elia e del capitano Nicola D’Alessandro, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno sequestrato nelle ultime ore circa 155 tonnellate di rifiuti speciali costituiti da materiale plastico con destinazione finale Hong Kong.

Quattro persone sono state denunciate all'autorità giudiziaria. Si tratta di tre imprenditori pugliesi – un intermediario, uno spedizioniere e un esportatore – e un uomo d’affari cinese, già coinvolto in precedenti sequestri al pari di uno degli imprenditori finiti nel mirino dei finanzieri e dei funzionari della dogana.

I rifiuti speciali, provenienti dal settore agricolo, erano stivati all'interno di sette container provenienti da una società pugliese che opera nel settore ambientale.

I rifiuti non avevano ricevuto il previsto trattamento preliminare per il loro successivo recupero, non avevno le autorizzazioni prescritte dalla vigente normativa per l’esportazione di rifiuti speciali di plastica né, stando a quanto accertato dagli inquirenti, erano destinati ad un apposito impianto di riciclo.

La destinazione finale, infatti, era un anonimo ufficio ubicato in un business center di Hong Kong e dunque sicuramente avrebbero preso, una volta giunti nel porto di quella città, un’altra via: o la stessa Cina oppure qualche altra nazione orientale.

Il materiale sequestrato - prevalentemente teli di plastica utilizzati per coprire i tendoni di uva e altro materiale dello stesso tipo impiegato da alcune grosse aziende agricole pugliesi - doveva essere smaltito in discarica invece è divenuto, con una abile operazione documentale, merce da rivendere, in violazione delle norme ambientali.

Dall'inizio dell'anno, le Fiamme Gialle hanno sequestrato presso lo scalo marittimo di Taranto 20 container contenenti complessivamente 485 tonnellate di rifiuti speciali destinati all'estero.

Sul fenomeno, che va assumendo dimensioni sempre più rilevanti, si sono accesi i riflettori anche della magistratura tarantina che intende fare piena luce su quello che è diventato un business ormai planetario.

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