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In Puglia e Basilicata

Benedetto XVI in ginocchio dinanzi a Padre Pio

Benedetto XVI in ginocchio dinanzi a Padre Pio
Un violento temporale, un nubifragio, si è abbattuto su San Giovanni Rotondo poco dopo che papa Benedetto XVI aveva concluso la concelebrazione eucaristica. Grossi problemi si sono registrati per far defluire dal sagrato della chiesa di san Pio le decine di migliaia di fedeli che avevano assistito alla cerimonia. Numerose persone, a causa della pioggia e dell’asfalto bagnato, sono cadute
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21 Giugno 2009

SAN GIOVANNI ROTONDO - Commozione,  gioia, devozione: tutto questo nel santuario di Santa Maria  delle Grazie e poi nella cripta dove sono esposte le spoglie di  san Pio e dove oggi si è inginocchiato e si è raccolto in  preghiera per pochi minuti Papa Benedetto XVI. Nel luogo amato  dai fedeli, il papa, come ogni pellegrino, ha reso omaggio al  santo di Pietrelcina e lo ha fatto davanti ad una quarantina di  frati dell’Ordine minore dei Cappuccini, emozionati e ben  consapevoli della solennità del momento. Sul sagrato del santuario il papa è stato accolto  dall’applauso dei fedeli e dal suono delle campane. Poi,  all’interno di Santa Maria delle Grazie, dai frati del convento  e dell’Ordine dei frati minori dei cappuccini. 
Papa Benedetto XVI
È stato nel  santuario che il pontefice ha salutato, tra gli altri, anche  frate Modestino, che ha più di 90 anni, discepolo noto di padre  Pio, al quale fanno ora riferimento i fedeli del frate delle  stimmate, che sin dalle 4 del mattino cercano di incontrarlo  mettendosi in coda davanti alla sua guardiola, a San Giovanni  Rotondo. Dopo aver sostato in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento, il santo Padre ha visitato la cella n.1 del  convento, dove è morto padre Pio, quindi è sceso in ascensore  in cripta per pregare dinanzi al corpo del santo. Nella cripta  era presente solo la fraternità dei Frati Minori Cappuccini.  Tra loro, anche frate Paolo Covino, novantenne: fu lui a dare  l'estrema unzione a padre Pio quando morì, il 23 settembre del  1968. Sempre nella cripta il pontefice ha acceso, nei pressi  dell’urna, due lampade che ricordano le visite pastorali degli  ultimi due pontefici: quella di oggi e quella di Giovanni Paolo  II, il 23 maggio 1987. 

Tutti momenti vissuti in totale silenzio e raccoglimento: ma  ci sono stati frati che non hanno nascosto le lacrime quando una  delegazione di frati cappuccini ha portato davanti a Papa  Benedetto XVI un reliquiario contenente ciò che la commissione  dei periti incaricati dell’esumazione ha trovato del cuore del  santo. Il reliquiario, realizzato dall’orafo Goudji, è stato  poi portato all’altare della celebrazione eucaristica durante la  quale, tra l’altro, il pontefice ha utilizzato un calice e una  pisside usati più volte da padre Pio e da Giovanni Paolo II  nella messa da lui presieduta a San Giovanni Rotondo nell’ambito  della sua visita pastorale. «Per noi – racconta a nome di tutti frate Antonio Belpiede,  portavoce dei frati Cappuccini della provincia religiosa di  Sant'Angelo e padre Pio – oggi è davvero una bella giornata,  una giornata speciale, storica. Eravamo tutti commossi, felici,  raggianti, questa è la verità». Il papa, nella sagrestia del  santuario, prima di indossare i paramenti, ha donato ai frati  capuccini un calice e una casula, un paramento liturgico. 
(dall’inviata Luisa Amenduni)

frate sotto la pioggia a San Giovanni Rotondo
UN VIOLENTO NUBIFRAGIO HA PORTATO CONFUSIONE E SPAVENTO
Un violento temporale, un nubifragio, si è abbattuto su San Giovanni Rotondo poco dopo che papa Benedetto XVI aveva concluso la concelebrazione eucaristica. Grossi problemi si sono registrati per far defluire dal sagrato della chiesa di san Pio le decine di migliaia di fedeli che avevano assistito alla cerimonia. Alcuni cancelli e transenne non sono stati immediatamente aperti e questo ha provocato la calca in alcuni settori.

Numerose persone, a causa della pioggia e dell’asfalto bagnato, sono cadute, mentre altre sono state colte da malore, soprattutto anziani. Episodi di panico si sono registrati in alcuni locali al chiuso, come le toilette, dove una parte dei fedeli si era rifugiata per ripararsi dalla pioggia.

Non ci sono state conseguenze fisiche per i fedeli a causa della calca provocata dal nubifragio abbattutosi su San Giovanni Rotondo subito dopo la conclusione della concelebrazione ecucaristica presieduta da papa Benedetto XVI. 
Al Pronto soccorso dell’ospedale 'Casa Sollievo della Sofferenza si sono rivolti solo gruppi di fedeli che avevano bisogno di cambiarsi di abito, perchè quelli che indossavano erano inzuppati. Nessuno invece ha avuto bisogno di prestazioni mediche. 

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