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In Puglia e Basilicata

Assassinato "U' rizz", i Cc: scoperti movente e killer

Assassinato "U' rizz", i Cc: scoperti movente e killer
di CARLO STRAGAPEDE 
C'è un sospettato (e potrebbe essere stato già iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Bari) per l'omicidio di Vito Di Benedetto, il 34enne, detto «U’ rizz», freddato a colpi di pistola, l'altro ieri sera, nel centro di Valenzano (Bari). Di Benedetto, il 24 aprile scorso, sarebbe stato presente all'assassinio di Michelangelo Stramaglia, cioè dell'uomo che investigatori e inquirenti considerano il suo capo, e avrebbe avuto intenzione di prendere il suo posto

19 Giugno 2009

BARI - I Carabinieri hanno una idea abbastanza precisa di chi possa essere stato il giustiziere di Vito Di Benedetto, il 34enne, detto «U’ rizz», freddato a colpi di pistola, l’altro ieri sera, nel centro di Valenzano. Nella notte successiva al delitto, un uomo, le cui generalità non sono note, è stato sottoposto alla prova dello stub, una specie di guanto di paraffina che serve a rintracciare eventuali tracce di polvere da sparo sulle mani e sugli abiti. I risultati richiedono alcuni giorni: il tempo di compiere i necessari esami di laboratorio. 

Il sospettato potrebbe essere stato già iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Bari. Non solo: i militari della compagnia di Triggiano, agli ordini del capitano Domenico Baldassarre, hanno verificato l’alibi di una ventina di persone. Negli ambienti malavitosi di Valenzano il comandamento è: omertà. In ogni caso, la pista imboccata dagli investigatori dell’Arma sembra essere quella buona, anche se occorrono ulteriori riscontri e quindi tempo. Da indiscrezioni, intanto, si sarebbe appreso che Di Benedetto, il 24 aprile scorso, era presente all’assassinio di Michelangelo Stramaglia, in via Caduti di via Fani angolo via Capurso. Insomma, l’uomo ucciso mercoledì sera avrebbe assistito alla fine di quello che investigatori e inquirenti considerano il suo capo, «Chelangelo».

Sempre secondo ipotesi investigative, Di Benedetto, in questi due mesi, avrebbe coltivato l’aspirazione, forse non tanto segreta, a succedere al boss storico di Valenzano, il 49enne Stramaglia, alla cui «scuola» egli era cresciuto. Anzi, i bene informati giurano che nei giorni scorsi un personaggio di spessore criminale decisamente «metropolitano» sarebbe andato personalmente a Valenzano e avrebbe mandato a Di Benedetto un messaggio chiarissimo. Cioè? Non tentare pericolose scalate al potere, calmare insomma i bollenti spiriti, tenere a freno le aspirazioni alla successione di «Chelangelo». Forse l’esperto boss «sopra le parti» aveva intuito il rischio di spargimenti di sangue? Oppure voleva raffreddare una piazza diventata incandescente dopo la morte di Stramaglia? 

Stando alla ricostruzione dell’agguato mortale a Di Benedetto, a entrare in azione, sul corso principale della cittadina, sarebbero stati due sicari su una «Vespa» bianca. Il passeggero, a viso scoperto, è sceso e ha premuto il grilletto parecchie volte. Tre proiettili hanno raggiunto il bersaglio al torace e all’addome. Un amico, con il quale la vittima stava conversando, è rimasto illeso.
di CARLO STRAGAPEDE
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