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In Puglia e Basilicata

Salento «ripulito» a fatica trema l’impresa-vacanze

Salento «ripulito» a fatica trema l’impresa-vacanze
Spuntano ovunque siti abusivi di smaltimento di vecchi materassi gomme ed elettrodomestici. Negli ultimi giorni, i margini delle strade in prossimità delle località balneari leccesi si sono riempite di rottami. Gli imprenditori del settore si dicono preoccupati da una situazione precaria che potrebbe peggiorare in estate
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18 Giugno 2009

LECCE - Centinaia di mini-discariche a cielo aperto, cumuli di rifiuti ingombranti lungo le strade e servizi di raccolta a singhiozzo a causa di un sistema di smaltimento ancora precario. L’immagine di un Salento che fatica a ripulirsi allarma anche gli operatori turistici. A segnalare il malessere sono gestori di locali pubblici e di bed & breakfast, albergatori e imprenditori balneari, che non nascondono ormai la loro preoccupazione per le condizioni in cui versano campagne, strade e località marine che in questo periodo cominciano ad essere più intensamente frequentate. La scena dei rifiuti abbandonati un po’ ovunque, le carcasse di materassi che ammuffiscono al sole e la sporcizia che abbonda ai margini delle carreggiate desta anche il disappunto di numerosi visitatori. E lo «stupore» viene spesso segnalato proprio a chi ogni giorno di turismo di occupa. 

A raccogliere le lamentele sono i proprietari di lidi e strutture agrituristiche, i titolari di camping e i ristoratori, ma anche, come si diceva, chi gestisce B&b e locali pubblici. In una parola, tutti coloro che quotidianamente sono a stretto contatto di gomito con chi sceglie il Salento per la propria vacanza. L’imbarazzo è palpabile. Ma ancor più vivo è il timore che il persistere di una diffusa precarietà possa incidere negativamente su un capitolo economico che rappresenta per il Salento una delle principali scommesse degli ultimi anni. Marketing, investimenti ed aumenti dei flussi turistici sono cresciuti di pari passo, con risultati testimoniati dai numeri e dal gradimento di centinaia di migliaia di visitatori. «Dopo i buoni risultati del 2008, la stagione estiva 2009 è partita sin dai primi di giugno con risultati quasi inaspettati e incoraggianti», conferma Stefania Mandurino, commissario provinciale dell’Apt. 

«Il Salento - aggiunge - è ormai sotto i riflettori ed anche i sondaggi Doxa e i dati di Svg Confesercenti indicano un crescente interesse turistico dovuto alle attrattive naturali ma anche a prezzi giudicati competitivi. Accogliere gli ospiti, mostrando loro un territorio che non è nelle condizioni che ci si aspetta, non è certo un buon viatico. Bisogna anche considerare che non si tratta di una problematica recente ed è una condizione che non possiamo permetterci, perché rischiamo di compromettere tutti gli sforzi di promozione e di qualificazione dell’offerta che sono stati attuati in questi anni. E per qualità intendo non solo quella del servizio reso dall’imprenditore, ma dell’intero sistema, del territorio nel suo insieme». 

Il commissario di Apt fa un esempio. «Ci sono casi di scuola - spiega - per far comprendere come il settore del turismo richieda azioni sistemiche. L’imprenditore più capace, più competente, può vedere vanificato il suo lavoro se accanto al suo albergo, poco distante dalla sua attività, c’è una discarica a cielo aperto o un evidente problema di cura del territorio». A giudizio del commissario di Apt, dunque, situazioni che mostrano un ambiente maltrattato rischiano di ritorcersi sul territorio come un boomerang, con danni devastanti. «Come operatori del settore - conclude - non possiamo che appellarci alla capacità di gestione ed al senso di responsabilità degli amministratori, ciascuno per i propri ambiti e competenze, perché si possa nel più breve tempo possibile e con qualunque tipo di strumento organizzativo ed economico, ovviare ai problemi che vive l’ambiente salentino». Mucchi di rifiuti ingombranti sono apparsi negli ultimi giorni anche nelle marine leccesi. «Il fenomeno è dovuto in gran parte alle famglie che in questi giorni riaprono e ripuliscono le case di mare, disfacendosi di vecchie suppellettili o elettrodomestici», spiega Gianni Garrisi, assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, nonché presidente dell’Ato Lecce 1. «Abbiamo stanziato una somma di 25mila euro per lo smaltimento degli ingombranti attraverso una ditta privata, al costo di 280 euro a tonnellata. Ad oggi - prosegue - non esiste una piattaforma pubblica per lo smaltimento di questi materiali, perché è stata eliminata la possibilità di conferirli in discarica. Alcuni mesi fa abbiamo presentato alla Regione un progetto che prevede un adeguamento della piattaforma pubblica di Campi Salentina per la raccolta differenziata, cui verrebbe aggiunto un impianto per il trattamento degli ingombranti. Il costo del progetto, presentato a gennaio, è di circa 300mila euro. Ci hanno fatto sapere che va bene ed ora siamo in attesa che venga finanziato per dare definitiva soluzione al problema». [p.b.]
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