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Trani, il sindaco «dimissiona» tre assessori via Sms

Trani, il sindaco «dimissiona» tre assessori via Sms
L’innovazione tecnologica al Comune di Trani passa non solo per l’assessore Roberto Visibelli ed il sito web che offre delibere e comunicati, evidentemente. Deve essere proprio entrata nel metodo: tanto che il sindaco ha usato un sms per chiedere ad alcuni suoi assessori di dimettersi, tra lo sconcerto di chi ha ricevuto il messaggino

18 Giugno 2009

L’innovazione tecnologica al Comune di Trani passa non solo per l’assessore Roberto Visibelli ed il sito web che offre delibere e comunicati, evidentemente. Deve essere proprio entrata nel metodo: tanto che il sindaco ha usato un sms per chiedere ad alcuni suoi assessori di dimettersi. 

IL MESSAGGINO - Si, proprio un messaggino, di quelli che si mandano i fidanzatini per dirti «t.v.b». (ti voglio bene, per chi ancora usa carta e penna), o «t.v.t.t.b.x.s» (ti voglio tanto tanto bene per sempre). Ma in questo caso si tratta di un congedo: sarebbe meglio, «n.t.v.p.b.», (non ti voglio più bene). Anzi: «x. p. d», per piacere dimettiti. In realtà il testo esatto del messaggino inviato dal sindaco ai suoi ex uomini e donne della giunta, è questo: «Dovendo procedere alla nuove nomine, nel ringraziarti per il lavoro svolto fin qui, ti chiedo di formalizzare le tue dimissioni. Grazie. Pinuccio Tarantini». Destinatari dell’sms pare siano in tre: di certo l’or mai «ex» assessore al turismo e commercio, Tony D’Ambro - s i o, e probabilmente anche l’avv. Paola Valente (asses- sore al contenzioso) e l’ing. Matteo Precchiazzi (attuale assessore allo sport). 

UNO SCHERZO? - D’Ambrosio, in un primo momento ha pensato ad uno scherzo. Ma è stato solo un attimo, ed ha realizzato che di questi tempi a Trani poteva essere vero. Poi, qualche ora dopo, ha ricevuto la telefonata del collaboratore del sindaco, Felice Di Lernia: «Mi ha detto il sindaco – avrebbe detto Di Lernia a D’Ambrosio – ch e devi venire a formalizzare le tue dimissioni». Altra faccia perplessa di D’Ambrosio. Insomma, prima il messaggino, poi la telefonata del collaboratore: «Non ho parole – commenta D’Ambrosio – per questo comportamento. Le dimissioni le avrei comunque date, perché erano nell’aria, e perché ho capito che non si costruisce nulla con chi non ha il coraggio di guardarti negli occhi, con chi rifugge i rapporti umani». 

LA REAZIONE - «Avevo chiesto più volte un incontro al sindaco. E lui mi risponde così. Io sono tranquillissimo: sto scrivendo sia la lettera classica di dimissioni, sia una lettera alla città. La gente deve sapere come vanno le cose al Comune di Trani: io ci tengo alla integrità della mia immagine, ho delle aziende da portare avanti e non mi perdo certo per questo». 

DIMISSIONI E POLEMICHE - «Chiedono le mie dimissioni in questo modo? Mi rendo conto che avranno contratto dei debiti politici che devono saldare: la moneta di scambio è il mio assessorato, e allora glielo cedo subito. Evidentemente trattasi di un obolo politico: è questa la politica di Trani, clientelismo puro. Io ho le mie aziende e torno alla grande a gestirle in questa splendida città. Che Dio la salvi».
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