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In Puglia e Basilicata

Matera chiama Altamura «Jesce sta morendo salviamo il torrente»

Matera chiama Altamura «Jesce sta morendo salviamo il torrente»
Ieri mattina, è stata ricevuta nel Municipio pugliese la delegazione di associazioni ambientaliste lucane promotrici di un sit-in in trasferta per sensibilizzare l'intera area murgiana sui problemi di inquinamento del torrente Jesce. Un corso d'acqua gravemente compromesso e che rischia di morire del tutto se non si stringe un vero e proprio patto di solidarietà ambientale su scala comprensoriale. Il depuratore in contrada Sgarrone, gestito dall'Acquedotto pugliese, è ritenuto da molti materani una delle «sorgenti dei problemi dello Jesce»

16 Giugno 2009

Non banale e deleterio campanile. Ma un problema comune, di civiltà, che può essere affrontato unendo le forze. Messaggi chiari. Sono stati espressi ieri mattina ad Altamura. Protagonisti i responsabili del Parco della Murgia di Matera insieme alle associazioni Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Fai, Movimento Azzurro, Associazione Amici del Parco, Associazione per la Qualità della Vita, Onyx Ambiente, Trekking Falco Naumanni. Uno striscione per sottolineare gli equilibri attuali sul fronte del dare e dell’avere: «Noi vi diamo acqua. Per cortesia non scaricateci fogna». La cornice del tema è questa. Sui contenuti c’è stato tempo per discutere quando, ieri mattina, è stata ricevuta nel Municipio pugliese la delegazione di associazioni ambientaliste promotrici di un sit-in in trasferta per sensibilizzare l’intera area murgiana sui problemi di inquinamento del torrente Jesce. Un corso d’acqua gravemente compromesso e che rischia di morire del tutto se non si stringe un vero e proprio patto di solidarietà ambientale su scala comprensoriale. Un primo passo è forse stato compiuto. Un certo valore lo dovrà sicuramente avere la stretta di mano tra il presidente del Parco della Murgia materana, Roberto Cif arelli, ed il sindaco di Altamura, Mario Stacca. Se ne parlava già da alcune settimane, ieri raduno a Villa Longo e partenza per Altamura. Prima tappa, così come è avvenuto in altre «escursioni guidate» per prendere coscienza del problema, al depuratore in contrada Sgarrone, gestito dall’Acquedotto pugliese, che da molti materani è ritenuto una delle «sorgenti dei problemi dello Jesce». 

Il prelievo di un’ampolla d’acqua, ad analisi di laboratorio ultimate, potrà dire meglio e di più delle sensazioni olfattive sgradevoli che grava su tutta la zona. L’ampolla Cifarelli l’avrebbe voluta consegnare anche al sindaco di Altamura, ma forse diventeranno più eloquenti i dati scientifici. A valle di contrada Sgarrone la descrizione a parole non basta. Il colore oltremodo limaccioso dell’acqua suggerisce una situazione limite e tale da immaginare di cosa si stratta. Le canalizzazioni, i tratti cementificati fanno il resto, ovviamente a tutto detrimento di un processo naturale come la fitodepurazione, che non c’è. 

Del resto, i problemi non sono concentrati solamente nel territorio di Altamura. A Matera all’impianto di sollevamento di Jazzo Tre Ponti ed all’impianto di trattamento delle acque in funzione in contrada Pantano la situazione non migliora, perchè si tratta di impianti sottodimensionati. Poi, si aggiunge un ulteriore scarico all’altezza della Madonna delle Croci, in corrispondenza del rione Casalnuovo, e ancora, in contrada Lamione, bisogna aggiungere gli scarichi di una gravinella, convogliati da una fogna che risale agli anni Trenta. In tutto questo conto, già oltremodo pesante, non sono esclusi scarichi abusivi. Così, il quadro della crisi del torrente è completo. Dalle descrizioni dei problemi ai passi da compiere per individuare i rimedi in termini di sinergie da spendere sul territorio. 

Territorio diviso amministrativamente, ma unitario, unito da una quantità di fattori che nessun confine può realmente separare. «Le lamentele dei cittadini di Matera sono sacrosante e comprensibili dal momento che noi ad Altamura per primi subiamo le conseguenze dell’inquinamento. Certamente l’Amministrazione comunale di Altamura è il primo alleato di Matera», ha detto in proposito Stacca. A seguito di queste espressioni di disponibilità, come anticipato, le associazioni non hanno più consegnato l’ampolla «inquinata». Cifarelli, chiaramente non cercava lo scontro, ma intendeva puntare sulla sensibilizzazione. Non ha trovato, quindi, nemici, ma nuovi alleati. È quello che voleva. Intanto, si è appreso che il Comune di Altamura ha chiesto all’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente pugliese nuovi campionamenti dello Jesce. 

Nel frattempo, la questione non può non finire sui tavoli delle due Regioni. Sul versante lucano è già previsto un incontro con l’assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico. Abita a Matera e ha presente l’effetto dei miasmi che ammorbano l’aria in città. Dopo, dalle parole, si spera si possa passare ai fatti.
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