Martedì 09 Agosto 2022 | 03:10

In Puglia e Basilicata

Lucciole e usura anche un agente preso dai Cc

Lucciole e usura anche un agente preso dai Cc
TARANTO - Tredici persone sono state arrestate dai carabinieri dela Compagnia di Castellaneta (Taranto), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Taranto, accusate, a vario titolo, di usura, estorsione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Tra loro anche un poliziotto e una guardia giurata della provincia di Taranto. L'operazione, denominata «Dolce vita», si è sviluppata tra Laterza, Massafra e Palagiano

16 Giugno 2009

TARANTO - Anche un poliziotto, che risiede a Laterza (Taranto) ma lavora in un’altra provincia pugliese, e una guardia giurata di Palagiano (Taranto) facevano parte di una organizzazione criminosa dedita allo sfruttamento della prostituzione, all’estorsione e all’usura, scoperta dai carabinieri a Taranto dopo la denuncia delle stesse donne, una delle quali minorenne. 

I militari hanno arrestato, in esecuzione di provvedimenti restrittivi, 13 persone, a 11 delle quali sono stati concessi gli arresti domiciliari. I provvedimenti restrittivi sono stati notificati a persone residenti a Castellaneta, Laterza, Massafra e Palagiano, nel versante occidentale della provincia jonica. Ai componenti l'organizzazione sono contestati episodi risalenti agli anni 2006 e 2007. Una delle vittime sarebbe stata costretta a prostituirsi dal suo convivente. 

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale jonico Giuseppe Disabato.

Il presunto giro di sfruttamento della prostituzione è stato scoperto dopo le rivelazioni di due donne. Una di loro, di 30 anni, di Castellaneta (Taranto), si è presentata spontaneamente ai carabinieri nel 2006 sostenendo di essere stata costretta dal convivente quarantenne a prostituirsi tutti i giorni, anche fuori regione. Sia la donna sia il suo compagno-sfruttatore sono stati posti agli arresti domiciliari. Le indagini dei carabinieri avrebbero accertato che alcune prostitute sarebbero state sfruttate dai loro compagni che le accompagnavano agli appuntamenti fissati e percepivano la parte più cospicua della prestazione, che ammontava a 100 euro. 

Secondo l’accusa, i clienti più fidati delle donne consegnavano a conoscenti le utenze telefoniche utili per contattare le prostitute e fornivano indicazioni su modalità e luoghi d’incontro, utilizzando il più delle volte un linguaggio criptato usato dal gruppo: "fare un servizio", "prendere un caffè o una pizza veloce" e "la partita di calcio". 

In carcere sono finiti Massimo Castellano, di 38 anni, ed Enrico Sollazzo, di 59, entrambi di Castellaneta. Ai domiciliari sono stati posti: il poliziotto della questura di Bari Michele Scarati, di 36 anni, residente a Laterza; la guardia giurata Domenico Basile, di 38, di Palagiano; Paolo Clemente, di 53, di Laterza; Massimo Giannulli, di 50 anni, di Palagianello; Leonardo Resta, di 44, di Martina Franca; Luca Vinella, di 27, di Mottola; Fabio Porceddu, di 35, di Castellaneta; Umberto Rizzo, di 21, di Castellaneta; e Orazio Battista, di 50, di Castellaneta.
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