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In Puglia e Basilicata

"Pugliesi primi per energia eolica"

"Pugliesi primi per energia eolica"
Secondo i dati dell'Associazione nazionale energia del vento (Anev) - presentati in occasione della Giornata mondiale del vento - la Puglia con 946 Mw è la prima regione italiana per produzione di energia eolica. Seguono Sicilia, Campania, Sardegna e Basilicata (209 MW). Le peggiori performance sono tutte al Nord. Inoltre, in Puglia la potenzialità al 2020 può raggiungere i 2.070 Mw con oltre 11.000 occupati. Pare però che Carlo Ripa di Meana voglia presentare una moratoria al Parlamento europeo contro gli impianti eolici: deturperebbero il paesaggio
• Nel Tarantino sorgerà uno dei più grandi impianti fotovoltaici d'Italia

15 Giugno 2009

ROMA – La Puglia con 946 Mw, la Sicilia con 791 Mw e la Campania con 688 Mw sono le prime tre regioni per l'energia eolica. Questi i dati dell’Associazione nazionale energia del vento (Anev) in occasione della Giornata mondiale del vento. Questa la classifica delle regioni del vento. Al quarto posto la Sardegna (467 Mw), seguita da Basilicata (209 MW), Calabria (192 Mw) e Molise (188 Mw). Con 170 Mw l’Abruzzo e la Toscana con 42 Mw. A chiudere sotto i 15 Mw ci sono Liguria, Lazio, Emilia-Romagna e Umbria. 

In Puglia la potenzialità al 2020 può raggiungere i 2.070 Mw con oltre 11.000 occupati, in Sicilia si può arrivare a 1.900 Mw per 7.537 occuapti e in Campania 1.915 Mw con 8.738 posti di lavoro. Al 2020 il potenziale è di 16.200 Mw per poco più di 67.010.

PROTOCOLLO IN FAVORE DELL'EOLICO 
Un protocollo per sostenere l’eolico tra l’Associazione nazionale energia del vento (Anev) e Greenpeace e Legambiente. Un’intesa arrivata pochi giorni prima della Giornata mondiale del vento che si celebra oggi 15 giugno 2009. Il presidente dell’Anev, Oreste Vigorito, si è soffermato sull'assenza di una regolamentazione nazionale dell’energia eolica: «Non ci sono delle regole chiare in tutto il territorio nazionale ma ogni regione adotta delle proprie linee guida. Finora Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che si pongono ai primi posti per numeri d’impianti. Marche, Umbria e Sardegna, invece, sono quelle che hanno grandi potenzialità ma danno poche risposte». 

Secondo Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, «questo protocollo serve a spingere l’industria a produrre degli esempi sempre migliori, per un mondo, quello dell’eolico, in evoluzione. Già adesso – aggiunge – sappiamo dell’esistenza di impianti che con le stesse dimensioni possono produrre molta più energia». L’eolico, osserva Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, è «il futuro dell’Italia». Ma c'è stato spazio anche per le polemiche. 

Carlo Ripa di Meana, ha riferito Vigorito, ha annunciato che presenteranno una moratoria al Parlamento europeo contro l’eolico, perchè gli impianti eolici deturperebbero il paesaggio.
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