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In Puglia e Basilicata

Undici arresti a Vico del Gargano per spaccio e detenzione di droga

Undici arresti a Vico del Gargano per spaccio e detenzione di droga
Undici persone sono state arrestate dai carabinieri a Vico del Gargano (Foggia), in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l'accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Le indagini dei militari hanno riguardato lo spaccio di stupefacenti tra Vieste e Vico, e agli indagati vengono contestati oltre ottanta episodi di spaccio, per un introito di oltre centomila euro

15 Giugno 2009

FOGGIA - Utilizzavano anche minorenni come vedette e, qualche volta, anche per spacciare droga. Lo hanno accertato i carabinieri di Vico del Gargano che hanno scoperto a Vieste un giro di spacciatori che vendeva cocaina, hashish, marijuana e anche eroina. Dieci le persone che sono state arrestate: sette sono finite in carcere e tre hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Altre quattro persone hanno ottenuto l'obbligo di firma e di dimora. Le indagini sono partite nel febbraio del 2007 dopo che ignoti avevano incendiato l’auto del fratello del sindaco di Vieste. Nel corso delle indagini i militari hanno scoperto che nel centro garganico c'era un gruppo di spacciatori che dopo essersi rifornito di droga proveniente da Napoli la vendeva a giovani del posto. Oltre ottanta gli episodi di spaccio accertati dagli investigatori per un introito di oltre centomila euro. 

Gli spacciatori vendevano la droga nel centro storico di Vieste e lungo il lungomare del paese garganico. I contatti avvenivano tramite telefonate in cui venivano stabiliti i contatti tra venditore e acquirente. L’operazione è stata denominata «Paperino» dal nome in codice con cui venivano chiamati i carabinieri. Gli episodi di spaccio sono stati scoperti grazie anche al servizio di videosorveglianza di numerosi esercizi commerciali delle zone dove avveniva la vendita al dettaglio della sostanza stupefacente. Nel corso della conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri il colonnello Francesco Maria Chiaravalloti e il capo della procura di Foggia, Vincenzo Russo, hanno sottolineato ancora una volta l’importanza della videosorveglianza.
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