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In Puglia e Basilicata

«Strada Bradanica» un calvario per i pendolari

«Strada Bradanica» un calvario per i pendolari
Bradanica ancora interrotta e i pendolari che dall’Alto Bradano si devono recare a Matera sono costretti a un calvario. Intanto i «tempi brevi» annunciati dalla Provincia di Matera all’atto della chiusura del tratto, dopo due mesi stentano a materializzarsi.

14 Giugno 2009

di Antonino Palumbo

ACERENZA - Quanto sono lunghi i «tempi brevi»? Almeno due mesi. Ma anche di più. Il 15 aprile la Provincia di Matera ha chiuso al traffico un tratto della SS 655-Bradanica per problemi a una galleria, ipotizzando una soluzione repentina. Oggi, 61 giorni dopo, è la Federconsumatori - sportello di Acerenza a farsi portavoce delle lamentele dell’utenza dell’Alto Bradano e non solo. E a chiedere per quanto tempo i pendolari e lavoratori, che da Acerenza, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Banzi, Palazzo S. Gervasio, Cancellara e Irsina ogni giorno raggiungono Matera, devono essere costretti a sopportare ulteriori disagi.

Il problema riguarda la chiusura della Bradanica, in entrambi i sensi di marcia, del tratto di strada che va dall’incrocio fondovalle del Basentello all’incrocio con la provinciale Matera-Grassano. «La situazione di viabilità, è diventata critica – spiegano dalla Federconsumatori acheruntina - dal momento che il traffico si riversa sulla fondovalle Basentello costringendo così gli utenti della strada, ma soprattutto i pendolari, senza alternative in Basilicata se non il trasporto su ruote, a questo percorso alternativo allungando i tempi di percorrenza e dando luogo a situazioni di pericolo considerando che la fondovalle Basentello è una strada con numerosissimi accessi poderali molto frequentata».

La chiusura della Bradanica, è stata determinata «dalla presenza di danni diffusi alle pareti di una galleria la cui costruzione risale ad una trentina di anni fa, probabilmente dovuti ad infiltrazioni di acqua piovana». Si legge così nel comunicato stampa dello scorso 15 aprile che annunciava l’ordinanza di chiusura disposta dall’allora presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro.

«Tali danni provocati da infiltrazioni d’acqua sono stati più volte segnalati all’Anas dagli stessi utenti della strada – spiegano dalla Federconsumatori - che, nell’attraversare quotidianamente la galleria si vedevano cadere terriccio e acqua sul parabrezza e questo sin dall’apertura della strada avvenuta solo nella primavera del 2006».

E’ vero che l’ordinanza di metà aprile «non prevede i tempi della riapertura dell’arteria», ma gli automobilisti si aspettavano qualcosa in più da quel «secondo i tecnici della Provincia di Matera la messa in sicurezza della galleria potrebbe avvenire in tempi abbastanza brevi».

Ora, nell’immediato post-elezioni, i nuovi vertici della Provincia di Matera dovranno anche dare una risposta alla Federconsumatori, che ha invitato le autorità competenti a ripristinare l’arteria e dare certezza sui tempi di esecuzione dei lavori.

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