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In Puglia e Basilicata

Università Taranto per un anno stop a immaticolazioni

Università Taranto per un anno stop a immaticolazioni
Il rettore spiega: «Se non abbiamo personale docente sufficiente ed una logistica ideale, al posto di dare vita a corsi ed a lezioni non adeguate a quello che è lo standard che noi perseguiamo, è meglio operare la sospensione, ma della sola immatricolazione, creando invece più opportunità negli altri settori e nelle altre sedi vicine. Questa decisione non riguarda solo Taranto, ma anche Tricase e Brindisi»

14 Giugno 2009

di Maria Rosaria Gigante

Rettore Corrado Petrocelli, allora, domani chiudete l’offerta formativa per il prossimo anno accademico?

«Sì, il 15 giugno - dice il rettore dell’Università di Bari - è il termine ultimo per l’approvazione generale a livello di Senato e di consiglio di amministrazione. In Senato, in realtà, abbiamo già approvato».

E quali saranno le novità per Taranto, a parte il corso in Scienze e Gestione delle attività marittime? C’era il problema della soppressione del corso di laurea in Fisioterapia…

«Come ho già detto e oggi ribadisco, bisogna tener conto che questa è una soluzione relativa solo al prossimo anno accademico ed è legata a problemi di natura logistica e quantitativa. Noi intendiamo supportare al meglio le lezioni destinate ai nostri studenti. Se non abbiamo personale docente sufficiente ed una logistica ideale, al posto di dare vita a corsi ed a lezioni non adeguate a quello che è lo standard che noi perseguiamo, è meglio operare la sospensione, ma della sola immatricolazione, creando invece più opportunità negli altri settori e nelle altre sedi vicine. Questa decisione non riguarda solo Taranto, ma anche Tricase e Brindisi. Quello che c’era però continua ad esserci, vale a dire gli altri anni di corso. Il nostro impegno è programmare perché l’anno prossimo si parta in maniera migliore. Peraltro, abbiamo ora il problema dell’ospitalità delle attività nell’ambito medico che noi vogliamo in realtà complessivamente potenziare. Abbiamo sempre in mente non solo il problema delle professioni sanitarie, ma di un corso di laurea di Medicina da distaccare qui su Taranto. Ed allora, in attesa del San Giovanni di Dio, come diceva l’Accordo di programma ci siamo dati da fare. Stiamo pensando alla sede di via Deledda che può benissimo ospitare le attività didattiche dell’area sanitaria».

Soluzione, questa, che avete già adottato o state per adottare?

«Io ho autorizzato tutto lo studio di fattibilità sullo spostamento dei corsi (attualmente in veri e propri sottoscala in viale Virgilio - ndr). Sembra non ci siano problemi. Gli studenti devono avere un’offerta formativa adeguata sotto tutti i punti di vista, altrimenti poi ci si lamenta per le lezioni che non si tengono, dei locali che non sono ideonei, eccetera. Noi queste cose non le facciamo. E’ anche questa la ragione per cui la Marina ci ha chiesto di organizzare questo corso, perché ci siamo comportati in un certo modo».

Quindi, il prossimo anno non presenterà in aggiunta all’esistente altre novità a parte questo nuovo corso con la Marina…

«No, a parte questo, no. Questo peraltro è stato un corso che è stato apprezzato a livello nazionale. C’è stato un bel giudizio da parte del Cun (Consiglio universitario nazionale - ndr)».

Unico nel panorama nazionale o ci sono altri corsi similari?

«No, di similare non c’è altro. Nulla che metta insieme tutte queste competenze scientifiche e giuridiche. Inoltre, teniamo presente che c’è un’altra ragione per cui procediamo con i piedi di piombo: sta per essere emanato un provvedimento che ridisegna un po’ i requisiti necessari per mantenere in piedi un corso, la numerosità minima e massima di docenti e di studenti. Ragion per cui cerchiamo veramente di partire con il piede giusto».

Ci sarà un’ulteriore razionalizzazione dell’esistente? Per intenderci, un corso come Scienze della Moda potrebbe essere cancellato?

«Per Scienze della Moda, dobbiamo verificare la numerosità e vedere se veramente ce la facciamo a mantenere in piedi due corsi (quello di Bari e quello di Taranto - ndr), quale dei due è più accorsato. Qui sono molto sincero: questa è una verifica che va fatta. Se sono sostenibili entrambi, va bene».

Insomma, il prossimo potrebbe essere un anno di stand-by?

«Certamente, è un anno interlocutorio perché siamo in attesa di questo provvedimento per poi strutturare in questi mesi la nostra azione e creare le condizioni logistiche e di docenza per supportare tutta la nostra offerta formativa. Torno a dire: meglio una sosta che un’attività malfatta».

Ed a proposito di logistica, quando potranno essere utilizzati gli immobili in Città vecchia dove sono destinati i corsi di laurea di Scienze della Comunicazione e della facoltà di Giurisprudenza?

«Stiamo partendo con le gare per gli arredi ed i laboratori. Io continuo a sperare che l’ipotesi di settembre sia realistica. Stiamo andando avanti».

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