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In Puglia e Basilicata

Ici, in Puglia (+3,32%) record degli aumenti

Ici, in Puglia (+3,32%) record degli aumenti
BARI - Ici, in Puglia e Basilicata gli aumenti più significativi del tributo locale per il biennio 2006-2008. È quanto emerge da un’indagine dell’Ancot (l’associazione nazionale consulenti tributari), che attesta proprio la Puglia in vetta alla speciale classifica, facendo registrare il maggior incremento dell’aliquota media con +3,32%. La Basilicata, invece, è al quinto posto in virtù del +1,95%, ma anch’essa ben al di sopra della media nazionale.
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14 Giugno 2009

di Ninni Perchiazzi

BARI - Ici, in Puglia e Basilicata gli aumenti più significativi del tributo locale per il biennio 2006-2008. È quanto emerge da un’indagine dell’Ancot (l’associazione nazionale consulenti tributari), che attesta proprio la Puglia in vetta alla speciale classifica, facendo registrare il maggior incremento dell’aliquota media con +3,32%. La Basilicata, invece, è al quinto posto in virtù del +1,95%, ma anch’essa ben al di sopra della media nazionale.

L’Ancot ha elaborato i dati dell’Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale, fondazione dell’associazione nazionale dei Comuni), da cui risulta che, nel biennio 2006-2008, l'aliquota media applicata dai Comuni italiani all’imposta comunale sugli immobili,è stata nel 2008 pari al 6,49%, con un aumento dell’1,45% in due anni.

incrementiNella graduatoria nazionale al secondo posto c’è l’Abruzzo con +2,35%, seguito da Sardegna (+2,25%) e Valle d’Aosta (+2,09%,). Poi la Basilicata, che con +1,95% precede la Liguria (+1,64%), la Sicilia (+1,58%), la Lombardia (+1,47%), le Marche (+1,34%,) il Lazio (+1,33%), la Campania (+1,21%), l’Emilia Romagna (+1,19%), il Trentino Alto Adige (+1,15%). Poi ancora: Calabria, Veneto e Umbria. Incrementi al di sotto dell’1%, invece, per Piemonte (con +0,96%), Toscana (+0,89%), Molise (+0,81%), Friuli Venezia Giulia (+0,66%).
valori mediCambia, però, la situazione se si prende in considerazione l’andamento delle aliquote in valore assoluto relativamente al 2008. In tal caso l’esame dei dati mette in risalto che la Puglia con 6,53% scivola in ottava posizione, mentre la Basilicata è addirittura nelle retrovie. È il Lazio (con 6,85%), la regione che ha fatto registrare quella più elevata, seguita da Umbria (6,84%), Liguria (6,83%) e Marche (6,82%). Poi ancora Emilia Romagna (6,81%) e Toscana con (6,79%) a precedere la Puglia e Campania (6,70%), Abruzzo e Veneto.
fenomenoIn realtà si è verificato un fenomeno abbastanza singolare, frutto dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa. L’operazione varata lo scorso anno dal Governo Berlusconi, ha significato per l'insieme dei Comuni italiani un taglio vicino a 3,3 miliardi di euro per le casse delle amministrazioni locali.
Così, il mancato introito diretto del tributo sulla suddetta tipologia di immobili da parte dei municipi è stato compensato dal trasferimento da parte dello Stato della medesima somma. Quindi, alcuni Comuni hanno artatamente aumentato l’aliquota (nella maggior parte dei casi ormai nominale) sulla prima abitazione per poter poi ottenere un maggiore rimborso dal Governo.

Altra diretta conseguenza dei tagli sull’Ici sulla prima casa (il governo Prodi aveva consentito un cospicuo aumento delle detrazioni) è stato l’incremento delle aliquote sulle altre categorie di immobili (case sfitte, seconde case senza contratto).

In Puglia l’aliquota più bassa la applica sulla prima casa la applica Bari col 4,25 per mille, la più alta Taranto (7 per mille) anche in seguito alle note vicissitudini contabili che hanno portato il Comune jonico al fallimento. In Basilicata, Matera e Potenza sono appaiate sul 5 per mille.

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