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In Puglia e Basilicata

Allarme a Brindisi per quelle antenne paraboliche dell'Onu

Allarme a Brindisi per quelle antenne paraboliche dell'Onu
BRINDISI - Antenne paraboliche di notevoli dimensioni sono state installate nelle notti passate all’interno della Base Onu. Sembra si tratti di una stazione satellitare che permetterebbe di comunicare in tempo reale con le Basi umanitarie sparse per il pianeta. Molte persone, da ieri mattina, guardano con ansia e comprensibile preoccupazione quelle apparecchiature il cui diametro, ad occhio e croce, potrebbe essere di una ventina di metri.

13 Giugno 2009

BRINDISI - Antenne paraboliche di notevoli dimensioni sono state installate nelle notti passate all’interno della Base militare Onu. Sembra si tratti di una stazione satellitare che permetterebbe di comunicare in tempo reale con le Basi umanitarie sparse per il pianeta.

Molte persone, da ieri mattina, guardano con ansia e comprensibile preoccupazione quelle apparecchiature il cui diametro, ad occhio e croce, potrebbe essere di una ventina di metri. Basti pensare che da un’apertura posta al centro della grande parabola, forse una sala operativa, si intravedevano uomini in attività di grandezza lillipuzziana rispetto all’apparato.

Erano ben evidenti da via Da Verrazzano, zona di palazzine densamente abitate. Un terreno abbandonato separa le antenne dal cuore del quartiere Casale.

«Sorvoliamo sull’impatto visivo. È evidente che ll’impianto, date le dimensioni, deturpa il paesaggio producendo un danno di considerevole entità alle nostre proprietà -, dicono alcuni residenti che allarmati si sono rivolti alla rubrica “Pronto Gazzetta” -; ciò che non ci permette di riposare tranquilli sono gli effetti che tali antenne potrebbero avere sull’ambiente circostante e, dunque, la nostra salute».

«Le parabole ammesse nei condomini devono avere al massimo un diametro di un metro mezzo e in alcune realtà regionali - dice una giovane signora - il regolamento comunale obbliga i cittadini a realizzare impianti centralizzati al fine di tutelare la qualità ambientale. Quelle che si osservano nella Base Pierozzi sono immense».

Sembra che i lavori per l’installazione dell’impianto siano stati autorizzati dalla Regione. Possibile che tutto questo sia stato possibile senza sentire il parere dell’Ufficio tecnico del Comune?

Quel che è certo è che non ne è a conoscenza il settore Ecologia cui spetta di valutare l’eventuale inquinamento elettromagnetico e dunque l’impatto con la salute dei residenti.

I residenti non intendono restare a guardare. Chiedono garanzie. Annunciano che si rivolgeranno ad un legale e raccoglieranno le firme perchè si eseguano opportuni accertamenti.

«È la salute di tutti ad essere in pericolo -, dice infine uno di loro - anche se sembra che questi impianti, nonostante l’elevato impatto visivo, diano un contributo limitato al campo elettrico indotto in quanto hanno una potenza molto bassa».


[v. cord. arc.]
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