Martedì 16 Agosto 2022 | 11:55

In Puglia e Basilicata

Pochi soldi: i pugliesi rinunciano alla frutta

Pochi soldi: i pugliesi rinunciano alla frutta
di MARCO MANGANO 
Nella regione, il danno subito per la riduzione dei consumi supera i 270 milioni. A illustrare la situazione è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) provinciale di Bari, che, per spingere il consumatore all'acquisto dei prodotti ortofrutticoli, in collaborazione con Confcooperative ed Unci e al sostegno della Camera di Commercio di Bari, ha attuato, nelle scuole elementari della provincia di Bari, il progetto di educazione alimentare "Mangia sano e guadagna salute"

12 Giugno 2009

BARI - La crisi travolge anche la tavola e a pagare il prezzo più alto sono i prodotti ortofrutticoli. Negli ultimi 5 anni, il calo di vendite e consumi è stato del 20%. In Puglia (oltre 180mila ettari di superficie agricola investiti ad ortofrutta, più di 60mila aziende) le cifre sono ancora più pesanti, così come in tutto il Mezzogiorno. Nella regione, il danno subito per la riduzione dei consumi supera i 270 milioni. A illustrare la situazione è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) provinciale di Bari, che, per spingere il consumatore all’acquisto dei prodotti ortofrutticoli, in collaborazione con Confcooperative ed Unci e al sostegno della Camera di Commercio di Bari, ha attuato, nelle scuole elementari della provincia di Bari, il progetto «Mangia sano e guadagna salute». Un’iniziativa che si è intrecciata con il progetto sanitario «Passi e panelle» della Asl di Bari. Per due mesi, in 60 classi di scuole elementari della provincia, gli alunni hanno consumato gratis una merenda a base di frutta fresca locale, proveniente da una produzione agricola garantita dalle associazioni. 

Oggi, complice il caldo, si registra un miglioramento delle vendite del 6% in media nelle maggiori città italiane. Un dato che si aggiunge al risultato positivo del primo trimestre dell’anno, con un aumento del 4,7% in volume e 3,4% in valore dei consumi di frutta rispetto allo stesso periodo del 2008. 

PERCHÉ IL CALO - «Di certo, su tutto incide anche la crisi economica che ha falcidiato i redditi a fronte di continui aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari al consumo, mantenendo elevata la forbice tra i prezzi di vendita dei prodotti agricoli e i prezzi alla produzione: le distorsioni interne alle filiere alimentari portano il divario al 200-300% in più, con punte che raggiungono il 700%», dichiara Fr ancesco Car uso, presidente provinciale della Cia di Bari. Ma è opportuno considerare che il rallentamento della natività, l’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei nuclei familiari, la crescente richiesta di prodotti in grado di soddisfare le esigenze di una rapida preparazione dei pasti e di un altrettanto veloce consumo (quindi prodotti pronti all’uso, freschi e precotti, consumi extradomestici, fast food), giocano un ruolo decisivo nel calo dei consumi di prodotti ortofrutticoli. C’è poi da tener presente il peso dei troppi passaggi commerciali - dal campo al dettagliante - che finiscono per far lievitare i prezzi finali dei prodotti. 

«Il danno - aggiunge Caruso - è duplice: da un lato il concreto rischio di un peggioramento delle condizioni fisiche dei consumatori, con aumento dei casi di sovrappeso o di vera e propria obesità, con tutto quello che ne consegue in termini di salute, dall’altro un danno economico per l’ortofrutticoltura che si aggiunge alle già difficili condizioni dell’agricoltura in generale». A parlare di correzione delle abitudini alimentari attraverso il progetto attuato nelle scuole, è il presidente della Camera di Commercio di Bari, Luigi Farace: «Il progetto nelle scuole ha avuto finalità sia di promozione economica che di salvaguardia della salute. Con questa iniziativa, la Camera di Commercio di Bari ha contribuito alla correzione delle cattive abitudini alimentari».
MARCO MANGANO
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