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"Schiave bambine" la Libia non coopera con i pm di Bari

"Schiave bambine" la Libia non coopera con i pm di Bari
Le autorità libiche continuano a non rispondere alla richiesta di rogatoria internazionale inviata il 2 dicembre 2008 dalla Dda di Bari nell'ambito delle indagini sulla tratta di giovani schiave (anche minorenni) che dalla Nigeria arrivano in Italia passando dalla Libia. Bambine e ragazze, una volta in Italia, vengono vendute ad organizzazioni che le sfruttano come prostitute. Proprio indagando su questo lordo giro d'affari il pm inquirente, Giuseppe Scelsi.

12 Giugno 2009

Le autorità libiche continuano a non rispondere alla richiesta di rogatoria internazionale inviata il 2 dicembre 2008 dalla Dda di Bari nell’ambito delle indagini sulla tratta di giovani schiave (anche minorenni) che dalla Nigeria arrivano in Italia passando dalla Libia. Le vittime della tratta, una volta in Italia, vengono vendute ad organizzazioni che le sfruttano come prostitute.

Proprio indagando sulla tratta e sulle minorenni schiave il pm inquirente, Giuseppe Scelsi, e la polizia a fine marzo 2009 hanno seguito «in diretta» i commenti dei trafficanti nigeriani che avevano organizzato il viaggio della speranza conclusosi con il naufragio nel Mediterraneo di due barconi in legno nel quale sono morti oltre 600 immigrati. 

Sul naufragio la procura di Bari ha in corso un’indagine per strage colposa nella quale è indagato un uomo nigeriano. Nella rogatoria relativa alla tratta, della quale sono al corrente i ministeri competenti e il console italiano a Tripoli, il pm Scelsi ha chiesto un contatto con le autorità giudiziari libiche e qualche riscontro. Nonostante i continui solleciti la rogatoria resta inevasa e non si riescono ad acquisire elementi per le indagini.

(Nella foto, del settembre 2008, il premier Berlusconi col leader libico Gheddafi dopo l'accordo che impegna il nostro Paese a pagare alla Libia cinque miliardi di dollari in vent’anni)
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