Martedì 09 Agosto 2022 | 21:02

In Puglia e Basilicata

Inchiesta «divise sporche»  spuntano nuove vittime

Inchiesta «divise sporche»  spuntano nuove vittime
Altri quindici nomi, diversi da quelli che compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare, sono emersi dall’esame delle agende e dei documenti sequestrati ad alcuni dei sedici poliziotti della Stradale raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Ercole Aprile. Gli imprenditori potrebbero essere sentiti già a partire dai prossimi giorni. Ecco perché il magistrato titolare delle indagini ha chiesto altri sei mesi di tempo. Interrogatori in carcere. Due agenti confessano: «Così facevano tutti»

11 Giugno 2009

LECCE - Nuovi imprenditori si affacciano nelle indagini sulle «divise sporche». Altri quindici nomi, diversi da quelli che compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare, sono emersi dall’esame delle agende e dei documenti sequestrati ad alcuni dei sedici poliziotti della Stradale raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Ercole Aprile. Gli imprenditori potrebbero essere sentiti già a partire dai prossimi giorni. Ecco perché il magistrato titolare delle indagini ha chiesto altri sei mesi di tempo. 

Anche ieri è stata una giornata cruciale. In carcere ci sono stati gli interrogatori di due poliziotti da parte del pm Guglielmo Cataldi. Sono durati quasi dieci ore. E sono serviti agli agenti della Polstrada per ammettere le proprie responsabilità e per fornire i chiarimenti su alcuni aspetti della vicenda apparsi controversi. In mattinata, dalle 11 alle 15, è stato ascoltato Giuseppe Amenini, 47 anni, di Maglie. Nel pomeriggio dalle 15.30 fino alle 20.30 ha parlato Franco Carlà, 58 anni, originario di Cavallino ma residente a Lizzanello. 

Amenini, assistito dagli avvocati Laura Minosi e Luigi Corvaglia, ha confemato alcuni episodi, ha spiegato come si è trovato all’interno di un meccanismo diffuso, «che facevano tutti», e al quale lui si è aggregato. Ed ha parlato delle mazzette e delle regalìe offerte dagli imprenditori. Dello stesso tenore sono state le dichiarazioni di Carlà che, alla presenza dei suoi legali, gli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Roberta Castrignanò, ha fatto chiarezza sulla propria posizione. 

Nel corso dell’interrogatorio si è fatto riferimento alle dichiarazioni rilasciate dalla trentina di imprenditori che sono già stati ascoltati dalla polizia giudiziaria come persone informate sui fatti. Gli ascolti proseguiranno anche nei prossimi giorni. 

Intanto ad un mese dalla notifica delle ordinanze di custodia cautelare, undici dei sedici poliziotti raggiunti dal provvedimento restrittivi sono ancora dietro le sbarre. Hanno ottenuto i domiciliari Anna Maria Petrelli di Lizzanello, l’agente che per prima ha confermato le accuse, Ugo Rizzello, di Seclì, Giuseppe Piccinno di Aradeo, Luigi Di Vincenzo e Stefano Simonetto entrambi di Nardò.
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