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In Puglia e Basilicata

Modugno, una grande nuvola: parte di notte la centrale a gas

Modugno, una grande nuvola: parte di notte la centrale a gas
Ore 23.15, via dei Gladioli, zona Asi: la centrale turbogas di Sorgenia entra in funzione. «Una grande nube di color bianco, accompagnata da un persistente odore di gas, si è alzata in cielo e, spinta da un leggero vento, è andata diradandosi verso il mare della vicina Palese»: Tino Ferrulli, il presidente del comitato cittadino Pro Ambiente che, alle prime ore del mattino avvia il tam tam in città. E parla di fumi da nausea

11 Giugno 2009

di Saverio Fragassi

MODUGNO - Ore 23.15, via dei Gladioli, zona Asi: la centrale turbogas di Sorgenia entra in funzione. «Una grande nube di color bianco, accompagnata da un persistente odore di gas, si è alzata in cielo e, spinta da un leggero vento, è andata diradandosi verso il mare della vicina Palese»: Tino Ferrulli, il presidente del comitato cittadino Pro Ambiente che, alle prime ore del mattino avvia il tam tam in città. E parla di fumi da nausea.

Il segnale, inequivocabile, della fase propedeutica all’accensione definitiva dell’impianto, si è avuto nella tarda serata di martedì scorso, quando si respirava ancora il clima post-elettorale.

La società proprietaria dell’impianto, d’altronde, aveva comunicato agli enti interessati, di voler dare inizio alle prove funzionali dell’impianto, a far data dal 15 aprile 2009. A quasi due mesi dall’annuncio, dunque, lo start è arrivato.

Chi ha assistito al post-prova ha riferito che la nube è fuoriuscita solo da uno dei due camini: «Siamo vigili ogni giorno su quanto accade sul territorio - ha aggiunto Tino Ferrulli - e quando uno dei nostri amici ci ha comunicato dell’episodio, ci siamo precipitati sul luogo.

Sorge spontanea la domanda. Ma le istituzioni locali, provinciali, regionali, l’Arpa, sapevano? Erano state avvertite?»

Dal momento in cui viene dato l’annuncio delle prove, devono decorrere massimo sei mesi per effettuare le stesse e mettere in esercizio l’impianto.

Verosimilmente, dunque, la centrale turbogas di 760 megawatt a ciclo combinato metano ed acqua, dovrebbe accendersi entro il prossimo mese di ottobre.

Le conferme direttamente dalla sede di Sorgenia: «Nell’ambito del completamento dei lavori di realizzazione sono inserite le attività necessarie a testare l’impianto di produzione di energia elettrica che verrà messo a regime entro i successivi sei mesi», si legge in una nota.

«La Regione non può che rinnovare le proprie perplessità sull'avvio della centrale che, peraltro, non è indicata nel piano energetico della Puglia»: così l'assessore regionale all’Ecologia della Regione Puglia, Michele Losappio, esprime la propria contrarietà all’avvio della centrale. «Con una nota formale, Arpa Puglia – è detto in un comunicato della Regione – ha evidenziato una situazione di criticità ambientale nell’area della centrale turbogas di Modugno. Tale situazione è stata misurata dalla rilevazione delle centraline di qualità dell’aria che nel 2008 hanno registrato molteplici sforamenti dei limiti del Pm 10 disegnando una criticità ambientale evidente. In tale contesto la messa in funzione della nuova centrale non porterà certo ad un miglioramento, ma ad un possibile e prevedibile peggioramento dell’inquinamento atmosferico in un’area che il Piano regionale di qualità dell’aria indica come da sottoporre a risanamento, ovvero a riduzione delle emissioni in atmosfera attualmente presenti».

Regione Puglia e il Ministero all’Ambiente e Tutela del Mare si erano già pronunciati in merito alle prove funzionali, con l’avviso prima di non poter procedere alla prova in presenza di un riesame dell’Autorizzazione e poi con un’altra comunicazione di diverso parere: «La pendenza di procedure di rinnovo o riesame di autorizzazione integrata ambientale non costituisce motivo ostativo all’esercizio di un impianto». Insomma una vera querelle.

Sulle prove di accensione è intervenuto pure il sindaco di Modugno, Giuseppe Rana: «Ho avuto notizia solo stamattina (ieri, ndr) ed in merito attendo le risposte ad una nota a mia firma inviata ad oltre venti enti. Attendo, cioè, di apprendere se l’impianto prima di effettuare tali prove si sia o meno dotato di tutte le certificazioni idonee».
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