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In Puglia e Basilicata

Alla Bosch di Bari altri 200 esuberi

Alla Bosch di Bari altri 200 esuberi
BARI - Ancora condizioni critiche nella zona industriale, dove i problemi che coinvolgono il settore delle auto ha forti ripercussioni sui livelli occupazionali. L’azienda avrebbe allo studio una messa in mobilità di 206 persone, dopo un calcolo secondo il quale sarebbero circa 600 i lavoratori considerati in «esubero strutturale» (in più rispetto alle necessità di produzione) su una pianta organica di 2.209 dipendenti.

11 Giugno 2009

di MANLIO TRIGGIANI

BARI - Ancora condizioni critiche nella zona industriale, dove i problemi che coinvolgono il settore delle auto ha forti ripercussioni sui livelli occupazionali. 

L’azienda avrebbe allo studio una messa in mobilità di 206 persone, dopo un calcolo secondo il quale sarebbero circa 600 i lavoratori considerati in «esubero strutturale» (in più rispetto alle necessità di produzione) su una pianta organica di 2.209 dipendenti.

Si tratta del riflesso della crisi: infatti, la Bosch, che produce pompe per il settore diesel e freni, sta attraversando un momento di particolare crisi: da luglio scorso c’è la cassa integrazione a rotazione, richiesta per tutti i dipendenti e attuata, per 15 giorni il mese, nei confronti di poco più di mille unità per volta.

Al momento non è stata ancora aperta alcuna procedura di mobilità, ma negli incontri fra i vertici baresi dell’azienda e i responsabili sindacali si cerca una soluzione possibilmente indolore. Incontri preliminari dove, secondo voci di corridoio, ci sarebbe comunque la disponibilità di ambo le parti.

La ricerca, forse, di una soluzione incentivante potrebbe essere quella favorevole, ma anche su questo tema la discussione è aperta. La crisi della Bosch c’è: due fabbriche chiuse in Francia, una in Spagna, 1.500 licenziamenti su 7mila dipendenti in uno stabilimento della Repubblica ceca.

Una situazione davvero difficile, quindi. In passato, del resto, nel luglio dell’anno scorso, quando cominciò la cassa integrazione, l’azienda volle riconoscere ai lavoratori, in segno di liberalità, senza che alcun accordo lo prevedesse, anche i fondi per la maturazione ferie e la tredicesima mensilità.

Intanto, proprio per la situazione critica che la Bosch sta attraversando, alcuni sindacalisti baresi, alla fine del mese, dovrebbero andare a Bruxelles, dove c’è la sede centrale della Federazione europea metalmeccanici per confrontarsi sull’andamento della situazione a livello europeo e anche per comprendere quali iniziative è preferibile assumere.

Una situazione quindi in evoluzione, la cui definizione potrà avvenire nelle prossime settimane, visto che al momento le parti sindacali e l’azienda sono ancora in una fase di confronto.

Quali possono essere le vie di uscita? In questi casi le aziende offrono un buon incentivo che può spingere i dipendenti a scegliere di andare via. Una somma che consenta una certa tranquillità per alcuni anni e, magari, anche utile per poter avviare un’attività commerciale o lavorativa. L’attesa, in questa prospettiva, è lunga e al centro degli incontri c’è il futuro di 206 dipendenti con le relative famiglie.
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