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Editori: il web salverà l'informazione

Editori: il web salverà l'informazione
BARI - La crisi c'è ed è testimoniata dal crollo degli investimenti pubblicitari, ma il giornale cartaceo non morirà nè oggi nè a breve. Su questo sono d’accordo editori, stampatori e giornalisti secondo i quali «la via d’uscita è nell’offerta di qualità e nella capacità di sfruttare le potenzialità del web che integra e non sostituisce l'informazione tradizionale». È questa l’analisi emersa nel corso della 12/a edizione di Ifra Italia, la conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa italiana promossa da Ifra, Fieg  e Asig (Associazione stampatori italiana giornali) svoltasi a Bari
• La proposta del direttore della Gazzetta, Carlo Bollino: un marchio doc per le notizie su Internet
• Gli editori: «C’è una luce in fondo al tunnel»
• De Bortoli: «I giornali di carta mai così letti da quando c'è Internet»

11 Giugno 2009

BARI – La crisi c'è ed è testimoniata dal crollo degli investimenti pubblicitari, ma il giornale cartaceo non morirà nè oggi nè a breve. Su questo sono d’accordo editori, stampatori e giornalisti secondo i quali «la via d’uscita è nell’offerta di qualità e nella capacità di sfruttare le potenzialità del web che integra e non sostituisce l'informazione tradizionale». È questa l’analisi emersa nel corso della 12/a edizione di Ifra Italia, la conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa italiana promossa da Ifra, Fieg (Federazione italiana editori giornali) e Asig (Associazione stampatori italiana giornali) a Bari. 

Nelle tavole rotonde e relazioni che si sono susseguite è emersa chiara l’indicazione di una crisi che c'è ma che non deve fare paura. «Bisogna cambiare Mario Ciancio Sanfilippoatteggiamento psicologico, siamo troppo pessimisti – ha detto il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli -, non dobbiamo avere paura del futuro». 

E il futuro si chiama anche internet. Ma nella rete – è stato detto – non c'è l’alternativa alla carta stampata, ma una sfida che consiste nello sfruttare al meglio le potenzialità di uno strumento straordinario. D’altronde – è stato sottolineato da più parti – non ci sono mai stati tanti lettori di giornali come da quando c'è Internet. I giornalisti, quindi devono cominciare a pensare la loro professione in termini di multimedialità''.

Concordi direttori ed editori: i giornalisti che fanno Internet non sono mai stati, ma non lo sono soprattutto oggi, giornalisti di serie B. Al contrario, è dal loro lavoro che dipende il futuro della multimedialità, che resta la sola via per rafforzare l'informazione e salvare il settore.

«Un primo passo in questo senso – ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi - è stato fatto con il nuovo contratto, che però non deve significare per gli editori la possibilità di organizzare una catena di montaggio in cui il giornalista fa da aggregatore di notizie copia e incolla».  Secondo il capo del sindacato dei giornalisti, è fondamentale comunque che la categoria comprenda che i tempi sono cambiati, e che occorre fare i conti inevitabilmente con la multimedialità.

Puntare su professionalità e qualità dell’informazione è anche la strada indicata per Carlo Bollinofronteggiare la crisi dal presidente degli editori, Carlo Malinconico che, parlando del «difficile mestiere dell’editore», ha sottolineato la necessità di coniugare esigenze di contenimento di costi (inevitabili ristrutturazioni nelle redazioni), con la necessità di evitare di «depauperare i giornali delle professionalità che ci sono». 

Di «sinergie di gruppo» che non devono fare paura ha parlato Carlo Bollino, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, secondo cui il web «non cannibalizzerà la carta stampata ma, al contrario, la sostiene». Per questo, ha concluso, bisogna ripensare la mentalità e adattare forme e contenuti delle notizie a seconda del mezzo usato, che sia carta, tv, radio e web.

Nel dibattito è intervenuto anche l'editore Mario Ciancio Sanfilippo, direttore della Sicilia di Catania, che ha sollecitato l'approvazione da parte del governo di una legge che obblighi la pubblicazione a pagamento sui giornali delle sentenze di condanna per reati dal particolare impatto sociale. Un modo per drenare risorse a favore della stampa, ma anche per sanzionare ''in modo più efficace i colpevoli che spesso - ha sottolineato Ciancio - se la cavano solo con una multa. Mentre se in un ristorante sono stati trovati dei topi, ad esmepio, la multa è poca cosa mentre la pubblicazione del fatto sul giornale, è una sanzione e quindi un deterrente molto più efficace''. 

(nella foto in alto l'editore della Gazzetta, Mario Ciancio Sanfilippo, intervenuto alla tavola rotonda moderata dal presidente della Fieg Massimo Malinconico.
A sinistra: il direttore della Gazzetta, Carlo Bollino, che ha partecipato alla tavola rotonda moderata dal direttore del Corsera, Ferruccio De Bortoli - Foto Luca Turi)
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