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Papà preferisce dormire niente scuola per 26 bimbi

Papà preferisce dormire niente scuola per 26 bimbi
CERIGNOLA - «Non posso accompagnare mio figlio a scuola perché di solito mi alzo più tardi dell’orario di ingresso». Oppure. «Ma a che serve sta scuola?» Sono queste alcune tra le giustificazioni addotte ai carabinieri da genitori di bambini e ragazzi che avrebbero dovuto frequentare la scuola dell’obbligo, ma che sono risultati negli elenchi dei «dispersi». 

10 Giugno 2009

CERIGNOLA - «Non posso accompagnare mio figlio a scuola perché di solito mi alzo più tardi dell’orario di ingresso». Oppure. «Ma a che serve sta scuola?» Sono queste alcune tra le giustificazioni addotte ai carabinieri da genitori di bambini e ragazzi che avrebbero dovuto frequentare la scuola dell’obbligo, ma che sono risultati negli elenchi dei «dispersi». 

E pur avendo dato a questa inchiesta un taglio molto soft e costruttivo, privilegiandolo rispetto al versante meramente punitivo, i carabinieri non hanno potuto fare a meno di denunciare all’autorità giudiziaria competente, per inadempienza agli obblighi scolastici, 45 persone, genitori di 26 alunni. Nel dettaglio, all’appello dell’anno scolastico 2008-2009 sono mancati 5 alunni della scuola elementare, che avrebbero dovuto frequentare le classi della «Di Vittorio» e della «Carducci» e ventuno ragazzi iscritti alle medie «Don Bosco», «Padre Pio» e «Pavoncelli». 

La conclusione dell’indagine che i militari della locale stazione hanno condotto d’intesa con i dirigenti scolatici ed i Servizi sociali del Comune, ha avuto, appunto, un taglio spiccatamente sociale. Ma lascia comunque l’amaro in bocca, considerato che in molti casi è stato riscontrato un assoluto disinteresse da parte di certi genitori per l’istruzione dei loro figli. In diversi casi, i ragazzi per i quali la scuola è stata considerata una cosa inutile, appartengono a famiglie ad alto tasso di disagio sociale e non è rara l’appartenenza a famiglie in cui vi sono pregiudicati.

Intendiamoci bene: sarebbe riduttivo e semplicistico fare un’equazione ed emettere giudizi trancianti, visto che vi sono precededenti e talora eclatanti eccezioni di segno inverso, ma probabilmente il mancato rispetto di fondo verso certi valori di fondo, porta taluni genitori a considerare la scuola solo una perdita di tempo che comporta impegni facilmente superabili semplicemente voltandosi dall’altra parte quando suona la sveglia. Una tale certezza di inutilità che ha persino provocato incredulità nel momento in cui è stata contestata la violazione (penale) dell’articolo 731. 

E dunque i carabinieri hanno dovuto spogliarsi della divisa e cercare di spiegare, da genitore a genitore, l’importanza della scuola e dell’istruzione, quale fondamento di base per imboccare, consapevolmente ed autorevolmente, una strada positiva che lasci una traccia nella società. Anche se ci si deve alzare per tempo, al mattino.

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