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In Puglia e Basilicata

Bankitalia: l'economia in Puglia è in difficoltà

Bankitalia: l'economia in Puglia è in difficoltà
I dati sull'economia pugliese nel 2008 elaborati dalla sede di Bari della Banca d’Italia sono stati presentati stamani durante un incontro con i giornalisti a cui ha partecipato, tra gli altri, il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola. Per Bankitalia, l'ultimo trimestre 2008 si presenta è in rapido peggioramento per l'economia pugliese (in particolare l'attività industriale, ha fatto segnare un calo del fatturato in termini reali del 4%). Gli indicatori, in termini produttivi e di ordini, hanno toccato i livelli del periodo di recessione dei primi anni Novanta. Peraltro i primi mesi del 2009 hanno fatto registrare un'ulteriore flessione

09 Giugno 2009

BARI - Il 2008 è stato un anno a due facce per l'economia pugliese, con i primi tre trimestri non negativi e l'ultimo trimestre in rapido peggioramento; in particolare l'attività industriale, che già nel 2007 aveva registrato un certo ristagno, ha fatto segnare un calo del fatturato in termini reali del 4% , un calo peraltro più intenso per le imprese di maggiore dimensione. Gli indicatori, in termini produttivi e di ordini, hanno toccato i livelli del periodo di recessione dei primi anni Novanta. Peraltro i primi mesi del 2009 hanno fatto registrare un’ulteriore flessione. 

I dati sull'economia pugliese nel 2008 elaborati dalla sede di Bari della Banca d’Italia – presentati stamani durante un incontro con i giornalisti a cui hanno partecipato tra gli altri il vicedirettore generale della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola, il diretto della sede di Bari Vincenzo Umbrella e Luigi Cannari dell’area ricerca della Banca d’Italia – indicano un calo della produzione edilizia (-6,2%) con prospettive non confortanti almeno per i primi mesi del 2009, un incremento dell’occupazione dello 0,3% ed una rischiosità del crediti dello 0,1%, ma con segnali non positivi per i primi mesi del 2009. 

Il settore dei servizi ha mostrato una evoluzione meno sfavorevole grazie anche all’effetto stabilizzatore del settore pubblico mentre si conferma, stando ai dati dell’assessorato regionale, un buon andamento del turismo. Se l’occupazione ha tenuto nella prima parte dell’anno, verso la fine del 2008 ha visto crescere il tasso di disoccupazione al 12,3% ( 7,1% a livello nazionale) con un incremento degli inattivi disponibili a lavorare ( definiti «scoraggiati») che raggiungono il 9,3%. In crescita anche la cig con incrementi vicini al 100% nel primo trimestre del 2009. 

In questo contesto le imprese hanno ridotto o rinunciato agli investimenti, chiesto credito per il capitale circolante e la ristrutturazione del debito mentre le banche sono diventate più selettive in termini di condizioni applicate specie alle imprese più a rischio e nell’accesso al credito visto anche che si è registrato un aumento delle sofferenze, maggiore al Sud rispetto al Centro Nord. Per le banche, che sono imprese, si tratta di fare bene il proprio mestiere – è stato detto- valutando al meglio, nel medio-lungo periodo, le possibilità delle imprese sane, evitando i pericoli di quella che il Governatore Mario Draghi ha definito asfissia finanziaria; valutando con lungimiranza il merito di credito dei loro clienti, nella strada percorsa dai banchieri italiani negli anni Cinquanta e Sessanta che finanziarono la ricostruzione e la crescita nel nostro Paese.

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