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di LUCREZIA D’AMBROSIO 
Non commette reato chi, per fare intrattenimento musicale, utilizza cd masterizzati. Non è punibile chi viene trovato in semplice possesso di cd privi del marchio Siae. Lo ha ribadito in una recente sentenza il giudice monocratico del Tribunale di Trani, sezione distaccata di Molfetta, Lorenzo Gadaleta. Il giudice ha assolto, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, Rino Petruzzella, quarantasette anni, disc-jockey, in relazione alla detenzione di cd privi del marchio Siae. Petruzzella era accusato di detenzione per la vendita e di acquisto di settantacinque cd contraffatti privi del marchio Siae
• Un accordo con la Siae mette al riparo da rischi chi utilizza «copie-lavoro»
Ha Cd masterizzati ma fa il DJ assolto a Trani un pugliese
MOLFETTA - Non commette reato chi, per fare intrattenimento musicale, utilizza cd masterizzati. Non è punibile chi viene trovato in semplice possesso di cd privi del marchio Siae. Lo ha ribadito in una recente sentenza il giudice monocratico del Tribunale di Trani, sezione distaccata di Molfetta, Lorenzo Gadaleta. Fatto salvo il diritto d’autore, il giudice ha condiviso le disposizioni della Corte di Giustizia europea (che in tal senso si era espressa già nel 2007) ed ha assolto, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, Rino Petruzzella, quarantasette anni, disc-jockey, in relazione alla detenzione di cd privi del marchio Siae. 

Petruzzella era accusato di detenzione per la vendita e di acquisto di settantacinque cd contraffatti privi del marchio Siae. In relazione a quest’ultima contestazione Petruzzella è stato assolto perché il fatto non sussiste. Secondo il giudice Gadaleta ci sono dubbi sulla riproduzione abusiva del materiale «visto che alla mancanza del contrassegno non si accompagnano altri dati indiziari». 

Secondo il giudice l’interpretazione del diritto comunitario della Corte di Giustizia ha efficacia vincolante per tutte le autorità, giurisdizionali o amministrative, degli Stati membri. La prima disposizione del diritto italiano, che ha introdotto l’utilizzo del contrassegno Siae, risale al regolamento per l’esecuzio - ne della legge sul diritto d’autore. In origine l’obbligo di apposizione del contrassegno riguardava solo i libri, in seguito è stato esteso e il contrassegno è diventato strumentale per la verifica dell’originalità del prodotto. Le modifiche legislative introdotte nell’ordinamento italiano «non possono considerarsi semplici adeguamenti necessari per i progressi tecnologici», pertanto avrebbero dovuto essere notificate, cosa che ad oggi non è ancora avvenuta, agli organi comunitari. Di conseguenza in Italia bisogna applicare ciò che prevede il diritto comunitario in tutta l’Unione Europea. 

In base alle decisioni della Corte «il giudice nazionale - scrive Gadaleta - deve disapplicare, fino al momento in cui sarà perfezionata la procedura di notifica, la regola interna che impone l’obbligo di apporre sui supporti il marchio Siae in vista della loro comm ercializzazione». La sentenza si riferisce specificatamente all’utilizzo e alle detenzione di cd masterizzati impiegati per fare intrattenimento musicale. 

Secondo il giudice Gadaleta, in questo caso, la tutela dei diritti d’autore è comunque garantita perché l’animatore, o il dj, prima della manifestazione o della serata di intrattenimento versa una apposita tassa alla Siae. I fatti contestati a Rino Petruzzella, difeso dagli avvocati Mauro Palma e Mariano Caputo, risalgono ad agosto del 2006. Le motivazioni della sentenza, a firma di Lorenzo Gadaleta, sono state depositate nelle scorse settimane.
LUCREZIA D’AMBROSIO

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