Mercoledì 17 Agosto 2022 | 18:45

In Puglia e Basilicata

Storie apulo-lucane tra emigrati di ritorno e voti in cambio di €

Storie apulo-lucane tra emigrati di ritorno e voti in cambio di €
A Satriano di Lucania, cittadini denunciano l'arrivo in paese di un pullman di 35 emigranti provenienti dal Belgio, che a detta degli accusatori, sarebbe stato fatto arrivare solo per partecipare alle elezioni comunali in condizioni che rasentano il limite della legalità. A Potenza una scheda-lenzuolo ed un elettore denunciato dopo esser stato "beccato" a fotografare il suo voto nella cabina elettorale. A Brindisi si sarebbe verificata una brutta storia di "soldi in cambio di voti" che ha portato all'intervento della Digos

08 Giugno 2009

In ogni tornata elettorale si verificano episodi particolari. E in questa, con tre casi a uno, la Basilicata ha "battuto" la Puglia.

A Satriano di Lucania pesa l’ombra del voto di scambio e la denuncia ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica per abuso d’ufficio di pubblico ufficiale, voto di scambio e brogli elettorali. Ci sono state ispezioni volte ad evitare l’avvicinarsi ai seggi di persone non autorizzate. L’episodio che ha scatenato l’indignazione di un gruppo di cittadini e che li ha indotti a sporgere denuncia nei confronti della lista Futuro Oggi, facente capo all’attuale sindaco Michele Miglionico, si è verificato sabato. Si è trattato dell’arrivo in paese di un pullman di 35 emigranti provenienti dal Belgio, che a detta degli accusatori, sarebbe stato fatto arrivare solo per partecipare alle elezioni comunali in condizioni che rasentano il limite della legalità. Due le principali clausole ritenute fuori legge: la notifica delle schede elettorali, avvenuta in una stazione di servizio e non all’interno del municipio come previsto dalla legge, e il materiale accompagnamento dei votanti sin davanti ai seggi, ad opera di impiegati comunali e candidati alla carica di consiglieri. Questi ultimi avrebbero impartito fino alla fine istruzioni su come votare. 

«I 35 emigranti – si legge nel comunicato di denuncia - sono stati trattati come merce di scambio». Ad essere violati sarebbero stati l’art. 95 l. 361/57, l’art. 113 l.689/81 e l’art. 51 del d.l. 213/98 che hanno annullato la libertà personale e di voto. Travagli per il voto, in Basilicata, anche nel capoluogo, ma di tutt’altro genere. 

La presenza di 19 liste e 7 candidati sindaci ha portato alla stampa di una scheda elettorale enorme che è giunta nei seggi con quattro piegature, in senso orizzontale, ma priva di piegature in verticale. Inserita così nell’urna, si sarebbe corso il rischio che, a metà del voto, le schede non entravano più, così i presidenti di seggio si sono risolti, autonomamente, nel chiedere agli elettori di piegare la scheda in alcuni casi in due in altri in tre prima di introdurla nell’urna. E tutto si è risolto. 

Avrà, invece, conseguenze un altro episodio che si è verificato sempre a Potenza. Un elettore è stato sorpreso nel seggio a fotografare la scheda già votata con la fotocamera del telefonino. A tradire l’uomo è stato il «click» che l’apparecchio fa quando viene utilizzato in modalità fotocamera. Scoperto è stato denunciato in stato di libertà. Il Ministero dell’Interno ha chiarito, come già avvenuto nelle scorse tornate elettorali, che i telefonini muniti di fotocamera sono vietati in cabina elettorale. Andrebbero lasciati fuori, sul banco degli scrutatori, prima di accomodarsi nella cabina per il voto, per evitare che siano utilizzati in operazioni di condizionamento del voto. E il giorno prima, per un episodio analogo era stato denunciato un pregiudicato 23enne. 

Passando alla Puglia, va segnalato il caso di Brindisi dove si sarebbe verificata una brutta storia di soldi in cambio di voti che ha portato all'intervento della Digos. Questo "costume" della compravendita di voti, fin troppo diffuso, sarebbe stato adottato da alcuni candidati al Consiglio comunale di Brindisi fino a ieri sera. Gli agenti della Digos sono intervenuti nella giornata di ieri almeno una trentina di volte in prossimità dei seggi elettorali. In alcuni casi, le «segnalazioni» si sono rivelate esatte e già questa mattina potrebbero essere esaminate dal prefetto per gli eventuali provvedimenti. Rischia qualcosa anche uno dei candidati alla carica di sindaco. Alcuni dei politici, però, non rischiano solo sanzioni amministrative. Rischiano anche un processo penale se dovesse essere confermata l’ipotesi dei soldi offerti in cambio dei voti. I poliziotti della Digos non si sbilanciano ma avrebbero già inoltrato un rapporto in Procura. Intanto, l’on. Teresa Bellanova, deputata leccese del Pd, ieri è intervenuta in merito ad alcune segnalazioni ricevute sulle operazioni di voto. «Mi sono state segnalate - ha affermato - problematiche relative alle procedure di voto in corso in queste ore. Problematiche che, se confermate, vanno immediatamente risolte per garantire ai cittadini di esprimere serenamente le proprie preferenze e ai risultati di essere veritieri». A Gallipoli, soprattutto, sarebbero avvenuto vicende ancora tutte da chiarire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725