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In Puglia e Basilicata

«Aiutateci, moriamo» Sos dei marittimi in mano ai pirati

«Aiutateci, moriamo» Sos dei marittimi in mano ai pirati
Scaduto l’ultimatum continua il silenzio sulla vicenda del rimorchiatore italiano Buccaneer ostaggio dall’11 aprile dei pirati somali. Intanto dal rimorchiatore la richiesta di aiuto: «Viviamo con solo mezzo litro d’acqua al giorno, e nessuno si muove per salvare le nostre vite». «Parlano di trattative, ma qui non si muove foglia; siamo stremati. Siamo costretti a lavarci con l’acqua del mare, qui ci sono 50 gradi.

07 Giugno 2009

Scaduto l’ultimatum continua il silenzio sulla vicenda del rimorchiatore italiano Buccaneer ostaggio dall’11 aprile dei pirati somali. Intanto dal rimorchiatore - come riferisce LiberoReporter - arriva una chiamata di Giovanni Vollaro (ostaggio sul Buccaner) al padre, a Torre del Greco: «Viviamo con solo mezzo litro d’acqua al giorno, e nessuno si muove per salvare le nostre vite». «Parlano di trattative, ma qui non si muove foglia; siamo stremati. Siamo costretti a lavarci con l’acqua del mare, qui ci sono 50 gradi. Non ne possiamo più. Ciò che ci preoccupa è che siamo costretti a mangiare pochissimo, a bere in tutto l’arco della giornata solo mezzo litro d’acqua... e nessuno dal nostro paese, fa nulla per noi».

Giovanni Vollaro, marittimo imbarcato sul Buccaneer ostaggio dei pirati somali insieme ad altri 9 italiani, tra cui due molfettesi, dal lontano 11 aprile scorso. Dieci minuti di telefonata ieri mattina tra il marinaio prigioniero dei pirati somali e il padre.

«Le condizioni igieniche sono veramente pessime – ha dichiarato Giovanni Vollaro parlando al telefono dal rimorchiatore sequestrato – il caldo è asfissiante e l’acqua è veramente poca. Siamo stanchi ma soprattutto ci sentiamo abbandonati».

L’altra sera è scaduto l’ultimatum imposto dai rapitori. Indiscrezioni arrivate dalla Somalia da rappresentanti di Ecoterra, parlano di un rifiuto da parte del comandante del rimorchiatore di aprire le stive della nave: fatto che contribuirebbe ad alimentare i dubbi su quale contenuto si nasconda all’interno del rimorchiatore italiano, bloccato alla fonda davanti le coste somale nella regione del Puntland. Ricordiamo che l’ipotesi che all’interno del rimorchiatore possano trovarsi rifiuti nocivi, era circolata insistentemente nei giorni successivi all’avvenuto abbordaggio; dunque si riaccende l’ipotesi che il rimorchiatore possa essere stato sequestrato proprio perché imbarcava al suo interno rifiuti pericolosi. Intanto dalla viva voce di Giovanni Vollaro si è appreso che effettivamente 6 ostaggi sono stati sbarcati e portati sulla terra ferma. L’ipotesi più probabile e che si tratti dei 6 marinai non italiani, 5 rumeni e un croato. Il padre di Giovanni ha chiesto di lanciare un appello a tutti i media: «Date voce a questa vicenda: ci sono 16 vite in ballo».

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