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In Puglia e Basilicata

Gravina, resta aperta inchiesta sulla morte dei fratellini Ciccio e Tore

Gravina, resta aperta inchiesta sulla morte dei fratellini Ciccio e Tore
GRAVINA - Un torneo di calcio nel campo sportivo del paese nel terzo anniversario della morte di Francesco e Salvatore Pappalardi. I due fratellini di 13 e 11 anni scomparvero il 5 giugno 2006, morirono di fame, sete e freddo cadendo accidentalmente lo stesso giorno, nella cisterna interrata di una casa nobiliare disabitata del paese. I loro resti furono trovati il 25 febbraio 2008. Ancora oggi la vicenda giudiziaria è tutt'altro che conclusa: il gip del tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, non ha ancora deciso sulla richiesta di archiviazione nei confronti del padre, Filippo Pappalardi, richiesta alla quale si oppone la mamma dei due ragazzini, Rosa Carlucci

05 Giugno 2009

BARI - L'anno scorso una messa in suffragio, quest’anno un torneo di calcio per ragazzi nel campo sportivo del paese: sono trascorsi tre anni dalla morte di Francesco e Salvatore Pappalardi, ma nessuno a Gravina in Puglia (Bari) vuole dimenticare la tragedia di Ciccio e Tore. Anche se a quattro mesi dall’udienza tenuta dinanzi al gip del tribunale di Bari il giudice non ha ancora sciolto la riserva sulla richiesta di archiviazione formulata dalla procura nei confronti del padre, Filippo Pappalardi. 

I due fratellini di 13 e 11 anni scomparvero il 5 giugno 2006, morirono di fame, sete e freddo cadendo accidentalmente lo stesso giorno, forse mentre giocavano, nella cisterna interrata di una casa nobiliare disabitata del paese. I loro resti furono trovati il 25 febbraio 2008. Ma ancora oggi la vicenda giudiziaria è tutt'altro che conclusa: il gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi non ha infatti ancora deciso sulla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonino Lupo nei confronti di Filippo Pappalardi, richiesta alla quale si oppone la mamma dei due ragazzini, Rosa Carlucci. Sulla richiesta di archiviazione una udienza si è svolta dinanzi al gip il 5 febbraio 2009: a conclusione il gip Romanazzi si è riservata di decidere. Tre le possibilità che ha: archiviare l’inchiesta, chiedere alla procura di compiere nuove indagini oppure ordinare al pm di formulare un capo di imputazione. 

Pappalardi è stato sinora un padre vittima di indagini rivelatesi fallimentari. Venne arrestato il 27 novembre 2007 con le accuse infamanti di duplice omicidio e occultamento di cadavere. Provvedimento confermato dal tribunale del Riesame il 13 febbraio 2008 ma annullato dalla Cassazione in relazione all’accusa di omicidio. Nel frattempo Pappalardi ha trascorso 130 giorni agli arresti, tornando libero il 4 aprile 2008, e ora la sua posizione giudiziaria resta aperta solo per l’ipotesi di reato di abbandono di minori seguito da morte. 

Ma intanto si continua ad indagare sulla richiesta di archiviazione firmata dal pm Lupo per capire se il magistrato abbia calunniato la polizia o se sia stato vittima di un falso che gli investigatori hanno commesso posticipando la data di un verbale. Al centro dell’indagine un verbale di audizione di Pappalardi per verificare l’esistenza o meno di reati nelle argomentazioni contenute nella richiesta di archiviazione. Nell’atto si accusa la polizia di aver posticipato di due mesi (dal 17 giugno 2006 al 17 agosto 2006) la data, poi corretta, del verbale. Secondo quanto scrive il pm Lupo, quell'audizione fu fondamentale per far arrestare Pappalardi e il cambio di data lo indusse in errore. 

“A livello processuale – ha dichiarato il legale di Pappalardi, Angela Aliani – siamo ancora in alto mare. Non abbiamo ancora ricevuto alcun segnale da parte del gip, che non ha adottato alcun provvedimento. Intanto il dolore è sempre più forte e il padre si augura che le indagini continuino, perchè vorrebbe tanto accertare come sono morti i suoi figli”. La Aliani attende che l’indagine venga archiviata anche per presentare una richiesta di risarcimento danni da 516.000 euro per conto del suo assistito. “Pappalardi – ha ricordato – ha subito danni morali ed economici. La famiglia era indicata come gli assassini dei fratellini. Invece sono tutte persone squisite, modeste, ma perbene”.
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