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In Puglia e Basilicata

«I soldi del Sud non si  toccano ma il Sud li spenda»

«I soldi del Sud non si  toccano ma il Sud li spenda»
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha chiuso ieri a Taranto i lavori del Consiglio generale sviscerando i timori sul futuro dell’economia meridionale. La crisi morde in maniera dolorosa l’occupazione e le imprese, bisogna sfidarla sul terreno del lavoro e dello sviluppo. «Sono preoccupato per l’Ilva e per la Natuzzi»
• Il segretario Cisl di Taranto: «dobbiamo innovare»
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05 Giugno 2009

di FULVIO COLUCCI

TARANTO - «Sono preoccupato per l’Ilva e per la Natuzzi. Sono preoccupato per la tenuta del sistema industriale al Sud. Per questo i sindacati hanno chiesto al governo, subito dopo le elezioni, di fare il punto sui poli industriali del Mezzogiorno. Ma sono preoccupato anche per il Sud quando non spende le risorse a sua disposizione». La carota e il bastone. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha chiuso ieri i lavori del Consiglio generale ionico sviscerando i timori sul futuro dell’economia meridionale. Non c’è parola d’ordine o slogan che tenga: la crisi morde in maniera dolorosa l’occupazione e le imprese, bisogna sfidarla sul terreno del lavoro e dello sviluppo con qualche «correttivo». Niente strappi col governo, per carità. Anzi. Il segretario della Cisl, entrando nello specifico di due temi «caldi» come gli ammortizzatori sociali e i Fas, i fondi per le aree sottosviluppate, ha confermato l’inclinazione a usare, con l’esecutivo, più la carota che il bastone. «Raddoppiare i mesi di cassa integrazione ordinaria, garantendo un altro anno? Nei fatti è stato realizzato con il calcolo dei giorni. Il ministro Tremonti ha confermato che, quando ci sarà bisogno di ricorrere alla cassa integrazione, il governo non si tirerà indietro. Degli otto miliardi a disposizione per gli ammortizzatori sociali solo un terzo è stato utilizzato finora. Per noi queste sono garanzie e vogliamo dare fiducia all’azione di tutela dei lavoratori». Sui fondi Fas la stoccata al Sud: «Si utilizzino per il Mezzogiorno tutti i fondi a disposizione. Le risorse vanno sfruttate per attrarre le imprese. Da troppo tempo questa parte del Paese si è dimenticata di offrire condizioni favorevoli agli investimenti, alla buona amministrazione, alle aziende. Il Sud manca di attrattività e fra quattro anni finiscono anche i fondi europei. Perciò i soldi vanno spesi - ha dichiarato Bonanni - e non va sprecata nessuna possibilità. Il discorso dei fondi Fas trae spunto da questo ragionamento: se sono sottratti fondi alle regioni del Mezzogiorno, che hanno investito bene e in tempo, è giusto protestare; altrimenti non capisco le lamentele se non associandole alle polemiche elettoralistiche alla vigilia voto. Il tema è delicato - ha concluso Boanni - perché se è vero che i soldi del Mezzogiorno non si toccano è vero anche che quei soldi vanno spesi. Così la riflessione investe la classe dirigente meridionale. Non può cullarsi perché, se c’è disattenzione verso il Mezzogiorno da parte della classe dirigente nazionale, tocca a loro raddoppiare gli sforzi per porre al centro dell’attenzione le questioni del Sud e quindi saranno costrette ad esercitare il proprio ruolo con ancor più rigore». Immancabile, alla fine, l’appello di Bonanni «alla coesione sociale, alla pazienza, alla buona volontà» per superare la crisi. «Non bisogna attendere. Non bisogna aspettare l’ultimo momento per ristrutturare e programmare la ripresa».
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