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Bari, la staffetta del gol
Pozzebon: tanti e bravi

«Spero di chiudere il campionato almeno in doppia cifra»

Pozzebon: ho bisogno di fiducia e di stimolie questo allenatore me li sta dando

Pozzebon esulta (foto Luca Turi)

BARI - C’è sempre chi sale e chi scende nell’affollatissimo attacco del Bari. Un via vai che finora ha visto Demiro Pozzebon spesso nei panni dell’inseguitore. Sei giornate partendo puntualmente dalla panchina con un solo gol all’attivo (su rigore all’esordio in campionato, a Messina), fino alla chance da titolare con il Locri, ripagata dalla seconda rete, bissata la settimana successiva ad Acireale. Nella trasferta siciliana, però, arriva l’espulsione con la conseguente squalifica che lo frena sul più bello. Salta, quindi, il turno con il Città di Messina e si rivede a Castrovillari nell’inedito 4-4-2 che per la prima volta lo vede in coppia con Simeri, ovvero, il compagno con cui più spesso ha fatto staffetta.

Ma domenica scorsa con la Palmese è di nuovo panchina. Peraltro, se con il 4-3-3 già si sgomitava per un posto in attacco, adesso la concorrenza è persino aumentata con il 4-2-3-1. Basti pensare che, dando per scontato l’impiego di Brienza e Floriano in tale modulo e dovendo rispettare la regola degli under, a non partire titolari sono addirittura in tre tra Bollino, Simeri, Neglia e lo stesso Pozzebon. Insomma, un bel guazzabuglio, destinato a protrarsi per l’intera stagione. A tale contesto, si aggiunge la particolarissima classifica marcatori tutta biancorossa. In tre sono in vetta a quota quattro reti, ovvero Simeri, Floriano e Neglia, con Pozzebon primo inseguitore a tre gol.
«In effetti, siamo in tanti ad ambire ad una maglia da titolare», ammette il 30enne romano. «Non posso nascondere che, soprattutto ad inizio campionato, ho desiderato un minutaggio maggiore. Per una punta la continuità di impiego è importante perché aumenta condizione e fiducia. Ma un gruppo che vuole vincere deve necessariamente essere adeguatamente munito nel reparto offensivo. Peraltro, mai come quest’anno non può esserci spazio per le invidie o i traguardi personali. Siamo tutti qui perché abbiamo sposato il progetto di riportare il Bari dove merita nel minor tempo possibile. Io mi auguro di far parte di questa scalata e di restare qui il più a lungo possibile. Non a caso, sebbene in testa abbia la ferma volontà di chiudere il torneo almeno in doppia cifra, resto sereno. Perché se non dovessi riuscirci, spero di essere comunque utile segnando reti utili a centrare la promozione».

Spende un pensiero particolare per due compagni. «Si parla tanto della staffetta tra me e Simeri», afferma Pozzebon. «Ma assicuro che non esiste dualismo o rivalità con Simone. Soltanto sana concorrenza. Senza dimenticare che in alcune circostanze possiamo tranquillamente coesistere. Scontato che avere vicino Brienza è un lusso per ciascuno di noi: Ciccio è fantastico e farebbe tranquillamente la differenza in categorie ben superiori, nonostante i 39 anni. Devo confessare che il 4-2-3-1 con lui alle spalle è il modulo che preferisco».
Trovare continuità di impiego dipenderà pure da lui, magari tenendo a freno un carattere un po’ impulsivo che non solo ha causato il rosso ad Acireale, ma anche fiumi di polemiche a Messina per un’esultanza ritenuta provocatoria dai tifosi di casa. «Ma nessuno ha sottolineato che al San Filippo sono stato provocato con insulti e sputi: ho solo risposto», conclude Pozzebon che verso Gela rilancia la sua candidatura: l’impressione è che ancora una volta, dovrà giocarsi il posto da centravanti con Simeri. Il tutto, in attesa di nuovi eventuali cambiamenti all’ormai imminente riapertura del mercato (ai primi di dicembre): possibile che chi è stato fin qui poco utilizzato (un serio candidato è il 20enne Liguori) possa essere ceduto, così come non è da escludere un colpo di peso (magari anche guardando alla prospettiva di una serie C da affrontare il prossimo anno) qualora se ne dovesse presentare l’opportunità.

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