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In Puglia e Basilicata

«Il Pdl pugliese firmi il "no" alle centrali»

«Il Pdl pugliese firmi il "no" alle centrali»
di BEPI MARTELLOTTA
Le rassicurazioni del capo del governo, che da Bari ha escluso qualsiasi ipotesi di localizzazione di centrale nucleare senza l’intesa nella Stato-Regioni, non frenano le polemiche in Puglia. Ed è il capogruppo del Pd Antonio Maniglio a cogliere la palla al balzo per chieder al Pdl pugliese di smentire il proprio ministro di riferimento Raffaele Fitto circa la disponibilità della Puglia ad accogliere il nucleare

03 Giugno 2009

BARI - Le rassicurazioni del capo del governo, che da Bari ha escluso qualsiasi ipotesi di localizzazione di centrale nucleare senza l’intesa nella Stato-Regioni, non frenano le polemiche in Puglia. Ed è il capogruppo del Pd Antonio Maniglio a cogliere la palla al balzo per chieder al Pdl pugliese di smentire il proprio ministro di riferimento Raffaele Fitto circa la disponibilità della Puglia ad accogliere il nucleare. 

«L’affannosa rincorsa del Pdl a smentire la localizzazione di una centrale nel Salento e in Puglia è imbarazzante. D’altronde se davvero il Pdl è contro il nucleare in Puglia e nel Salento perché non ha votato l’ordine del giorno presentato in Consiglio Regionale dal Pd che esclude qualsiasi localizzazione di impianti nucleari nei nostri territori?». A questo punto, chiede Maniglio, se davvero il Pdl è d’ac - corod sul no al nucleare perché non fa «un atto pubblico semplice »?. «Invece di affidarvi alle parole da campagna elettorale, e visto che non avete voluto esprimervi con un voto in Consiglio Regionale, mettete una dietro l’altra le firme del ministro Fitto, dei parlamentari e del consiglieri regionali con i quali vi impegnate - di fronte alla nostra gente - a non installare nessuna centrale nucleare in Puglia e nel Salento». La replica non si fa attendere. «Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire: a Vendola, Losappio e Maniglio ribadiamo prima di tutto che abbiamo abbandonato l’aula del consiglio regionale solo ed esclusivamente nel momento in cui non ci è stata data la possibilità, seppur richiesta e spettandonci per regolamento, di essere ascoltati - dice Ro c c o Pa l e s e, capogruppo FI-Pdl - anche dal presidente della Regione ». Quanto al merito della questione, «l’opposizione in aula avrebbe ribadito a a Vendola, senza se e senza ma, di portare al tavolo della Stato-Regioni la posizione della Regione Puglia sia sui vecchi che sui possibili, futuri insediamenti nucleario. Per i vecchi siti la contrarietà era stata già assunta con la decisione del 12 marzo 1985; per il presente e futuro la netta contrarietà è stata assunta dal Consiglio col Piano energetico regionale (Pear)». Insomma, «si continua a parlare di un problema inesistente. Noi abbiamo migliaia di volte ufficializzato la contrarietà al nucleare: il nucleare non sarà mai fatto in Puglia, né oggi - scandisce Palese - né mai. E, al netto delle sciocchezze demagogiche di Maniglio, lo stesso presidente del Consiglio ha detto in maniera chiara che tale decisione, che non riguarda la Puglia, potrebbe essere assunta solo nella sede Stato-Regioni ove vi fosse la disponibilità di alcune Regioni. Il governo non potrebbe mai costruire centrali con un atto d’imperio, visto che si tratta di materia concorrente. Queste sono verità, il resto solo chiacchiere elettorali». Continuano, però, a non fidarsi delle parole usate dal premieri a Bari sia l’Udc che il Pd. «Ormai Berlusconi ci ha abituati ad affermazioni che risultano sempre più spesso contradditorie. Nella sua passeggiata per Bari - dice Angelo Sanza, coordinatore regionale Udc - si è inventato il progetto delle centrali nucleari nei Balcani: irrompe sulla scena pugliese alla vigilia del voto sostenendo il contrario di quanto deciso nel Consiglio dei ministri solo qualche mese fa e torna alquanto difficile potergli credere quando decide in nome e per conto di stati sovrani convinto di poter piegare al suo volere decisioni che appartengono a soggetti istituzionali stranieri». 

Sulle contraddizioni si sofferma anche il senatore Pd Salvatore Tomaselli: «Non è passata una settimana dall’affermazione di Berlusconi che le centrali nucleari nel nostro paese si devono fare anche a costo di inviare l’esercito nei siti che si andranno ad individuare, che lo stesso arriva a Bari per dire che la speranza è di utilizzare la produzione di energia nucleare con centrali ubicate in altri Paesi. Che faccia tosta!». 

Non solo, per il Pd è stigmatizzabile «la concezione “colonialista” dei rapporti di collaborazione tra Italia ed altri paesi». E parla di «neocolonialismo nucleare per conquistare i Balcani o chissà quale stato estero» anche Loredana Capone, che chiede: «Il Premier Berlusconi manderà anche lì il nostro esercito? ».
BEPI MARTELLOTTA
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