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In Puglia e Basilicata

E il prof di liceo di Francavilla  sfregia l'auto del vicino

E il prof di liceo di Francavilla  sfregia l'auto del vicino
di ANTONIO NEGRO 
Finisce nei guai un insospettabile e, fino all’altra sera, integerrimo professore di liceo di Francavilla Fontana che - stando alle accuse - avrebbe sfregiato con una chiave la vettura di un suo vicino di casa, reo di aver parcheggiato la stessa dinanzi al passo carrabile dell’esimio docente. Il docente, però, in preda al suo raptus vandalico non si è accorto che un'altra sua vicina di casa era al balcone della propria abitazione

02 Giugno 2009

BRINDISI - Finisce nei guai un insospettabile e, fino all’altra sera, integerrimo professore di liceo di Francavilla Fontana che - stando alle accuse - avrebbe sfregiato con una chiave la vettura di un suo vicino di casa, reo di aver parcheggiato la stessa dinanzi al passo carrabile dell’esimio docente. 

E giammai il distinto professore avrebbe immaginato di essere stato scoperto e di essere sul punto di avere notificata una denuncia per danneggiammento aggravato quando, chiamandolo al telefono di casa, il maresciallo dei Carabinieri ha domandato: «È lei il signor C. O.?»; e immediata la risposta, dall’altro capo del telefono: «Professor C.O. prego! Chi è lei e che cosa desidera?». 

La sottolineatura e la precisazione telefonica del professore, però, non sono servite a risparmiargli l’obbligo di presentarsi in caserma dove si è proceduto alla notifica nei suoi confronti di una denuncia alla magistratura, per il reato di danneggiamento aggravato. L’uomo - stando alle accuse - avrebbe agito, qualche ora prima, in una strada di Francavilla Fontana, dinanzi al passo carrabile della sua abitazione dove era stata parcheggiata una Skoda Felicia, di proprietà di un vicino di casa. Senza pensarci due volte, l’illustre professore avrebbe dapprima tentato di aprire gli sportelli della vettura, forse alla ricerca di richiamare l’attenzione del proprietario dell’auto con qualche colpo di clacson; poi, prendendo atto del fatto che gli sportelli erano chiusi a chiave, il docente non avrebbe esitato ad impugnare una chiave metallica con cui ha inciso tutta la fiancata destra della Skoda. Uno sfregio ben visibile anche ad una certa distanza, proprio perché esteso per tutta la lunghezza della fiancata della vettura. 

Il docente, però, in preda al suo raptus vandalico non si è accorto che un’altra sua vicina di casa era al balcone della propria abitazione mentre lui si produceva nella odiosa performance. La donna, pertanto, ha assistito a tutte le fasi del danneggiamento e, poco dopo, quando il proprietario della vettura danneggiata è giunto sul posto ed ha scoperto il danno, la involontaria testimone gli ha raccontato esattamente quanto accaduto poco prima. 

A quel punto, al proprietario della Skoda non è rimasto altro da fare che recarsi dai Carabinieri della Compagnia francavillese per sporgere denuncia del fatto, con tanto di testimonianza da parte della donna che aveva assistito alla scena. È così indentificato il presunto vandalo nel docente di scuola superiore, i Carabinieri lo hanno raggiunto telefonicamente per comunicargli che avrebbe dovuto presentarsi in caserma, dove poi è ha scoperto di essere stato denunciato. 

Adesso l’irreprensibile professore, sempre molto curato nell’abbigliamento e nel modo di porgersi, dovrà difendersi in Tribunale dall’accusa di aver rigato la vettura del vicino, parcheggiata dinanzi al suo passo carrabile. Un gesto tanto più grave, quello del professore, se si pensa che tutto sommato avrebbe l’occasione di assumere un atteggiamento coerente col suo modo formale di porgersi al prossimo, semplicemente chiamando i Vigili urbani e facendo multare - come sarebbe stato suo diritto in qualità di titolare di un regolare passo carrabile - l’indisciplinato vicino che aveva occupato il passo carrabile. 

E invece il docente francavillese si è fatto prendere da un istinto vandalico e primordiale che lo ha fatto passare - se l’accusa sarà confermata - dalla ragione al torto, sconfessando agli occhi di chi lo conosce da tempo quel suo stile di vita e quel suo apparente rigore formale che, evidentemente, non aveva nulla di sostanziale.
ANTONIO NEGRO
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