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La scoperta

Spagna, la Xylella colpisce un albicocco

Timori in Puglia e Basilicata, regni della frutta. Paura anche per i ciliegi

Spagna, la Xylella colpisce un albicocco

La Xylella fastidiosa spadroneggia nei campi e amplia la platea delle vittime: colpito - per la prima volta in Europa - un albicocco, a Benissa, in provincia di Alicante, in Spagna. «È un esemplare isolato, circondato da mandorli affetti da Xylella, cosa che impedisce il diffondersi del batterio a più esemplari della stessa specie di albicocco», riferisce il dirigente del dipartimento iberico dell'Agricoltura, Elena Cebrián. L’esperta precisa, tuttavia, che casi di contagio sono stati rilevati anche in alcuni esemplari di arbusti e piante da fiore del tipo Polygala myrtifolia, Helichrysum italicum e saxatile Phagnalo.
Insomma, la definizione «killer degli ulivi» sta ormai stretta al batterio che ha devastato il volto di una parte del Salento. E il rischio che Bruxelles blocchi la movimentazione dell’ortofrutta è tutt’altro che remoto. D’altronde, non è inutile ricordare che l’Europa decise lo stop al commercio delle barbatelle delle viti salentine, nonostante non esistesse la possibilità che fossero colpite dalla batteriosi del ceppo presente in Puglia. Pertanto, considerato che l’albicocco è stato contagiato, l’eventuale linea dura che l’Europa dovesse adottare per questo albero da frutto avrebbe una ratio.


Tremano la Puglia e la Basilicata, l’Eldorado della frutta. Timori anche per i ciliegi. «Quando si individua un focolaio, si deve subito puntare sull’isolamento. Nella sfortuna, abbiamo la fortuna di avere acquisito una certa esperienza traumatica sugli ulivi e dobbiamo farne tesoro», afferma Paola D’Antonio, presidente del corso di laurea in Paesaggio dell’Università della Basilicata, che aggiunge: «I danni che la Basilicata subirebbe se la malattia attaccasse i suoi albicocchi non sarebbero limitati alle sfere agricola e commerciale, ma si estenderebbero al paesaggio. Non dimentichiamo che nella regione questo albero da frutto svolge una funzione paesaggistica di peso».


Ma cosa potrebbe essere fatto per scongiurare il rischio che la Basilicata venga colpita? «Ritengo doveroso distinguere il commercio di albicocchi in “convenzionale” e “on line”. Nel primo caso i controlli nei passaggi fra gli Stati partner dell’Ue sono sufficienti. Altrettanto non può dirsi nel secondo caso. È noto, infatti, che Internet non garantisce verifiche severe».
Da più parti - come avvenuto per gli ulivi - si invoca l’impiego di fitofarmaci per arrestare il contagio. Una posizione questa bocciata senza appello dall’Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica). «La Xylella è un batterio polifago come il suo vettore. La difesa sta nell'aumentare la biodiversità perché nessun organismo possa diventare egemone», spiega il presidente nazionale dell’associazione, Vincenzo Vizioli. «La lotta biologica - aggiunge - considera anche in questo caso che i pesticidi non possano essere risolutivi, ma bisogna - avverte - intervenire subito, con un'azione sistemica, combinando abbattimento e pratiche agronomiche».

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