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In Puglia e Basilicata

"Pentito" del clan Strisciuglio: a Bari i cantieri pagano il "pizzo"

"Pentito" del clan Strisciuglio: a Bari i cantieri pagano il "pizzo"
di LUCA NATILE 
«Signor giudice - ha fatto sapere Giacomo Valentino -, voglio cambiare vita. Da ora in poi sarò una persona onesta». Non ha perso tempo l’ex pezzo da novanta del clan barese degli Strisciuglio ed ha cominciato a vuotare il sacco, raccontando ai carabinieri, ad esempio, delle estorsioni imposte ai cantieri edili dal suo gruppo e da quello degli Strisciuglio, uniti, al quartiere San Paolo. Soldi anche per poter montare le impalcature

01 Giugno 2009

BARI - Giacomo Valentino, 45 anni, detto «lo zio», uno dei «mammasantissima» della famiglia malavitosa degli Strisciuglio, protagonista della diaspora del clan della «Luna» ha gettato la spugna ed ha cominciato a collaborare con la giustizia. Le sue rivelazioni stanno svelando le trame della mafia, retroscena inediti di fatti di sangue e di altri fatti di violenza inquadrabili nella lotta fra i gruppi malavitosi. Tremano ora quelli della «Luna », ma anche i picciotti del clan Telegrafo che al quartiere San Paolo gestiscono una fetta consistenza dei traffici illeciti. Dallo scorso mese di marzo Giacomo Valentino si trova nel carcere di Rebibbia a Roma. Il trattamento che gli viene riservato è quello previsto dall’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (legge sull'ordinamento penitenziario) ossia il regime del «carcere duro». Lo stesso destino toccato a Lorenzo Caldarola. Valentino ha annunciato la sua decisione di pentirsi in una lettera manoscritta, inviata al pubblico ministero antimafia Desirée Digeronimo il 23 aprile scorso. «Signor giudice - ha fatto sapere Giacomo Valentino -, voglio cambiare vita. Da ora in poi sarò una persona onesta». Non ha perso tempo l’ex pezzo da novanta ed ha cominciato a vuotare il sacco, raccontando ai carabinieri, ad esempio, delle estorsioni imposte dal suo gruppo e da quello degli Strisciuglio, uniti, al quartiere San Paolo. 
Carabinieri: «Parliamo di estorsioni, lei ha detto che facevate delle estorsioni » 
Valentino : «Sì, delle facciate» (ndr per «facciate» devono intendersi i cantieri per lavori di ristrutturazione dei condomini eseguiti con il montaggio di impalcature) 
Carabinieri: «Prima di unirvi con i Telegrafo, il clan denominato Telegrafo faceva estorsioni?» 
Valentino: «Sempre roba di facciate, poi dice che faceva a quel palazzo che come entra al Cep, quello che è già quasi finito. Dice che là hanno tentato, che io poi come sono entrato ho detto: “Andiamo là, perchè non andiamo là?”, allora dice: “No, là abbiamo già dato”, dice che erano già andati, “Dice che è infamone il padrone e non si può andare più»
Carabinieri: «E altri posti, ditte, o altro?» 
Valentino : «No, ditte niente» 
Carabinieri: «Negozi?» 
Valentino : «No, negozi niente. Ai negozi andavano a fare il giro qualche volta, quando era Natale, senza prepotenza e senza niente, si faceva fare il giro dei ragazzi e si chiedeva a piacere»
Carabinieri: «Cioè» 
Valentino : «Un’offerta a piacere, diciamo, per i detenuti... sempre in denaro» 
Carabinieri: «Invece questi che facevano, stava dicendo lei le facciate, praticamente ristrutturavano le facciate?». 
Valentino : «Sì, le facciate, le impalcature... agli imprenditori edili... per esempio a S... .Come alzavano le prime impalcature già si andava e si vedeva chi era il titolare... si andava e si diceva: “Tu quanto devi stare? Se devi stare poco, dai 1.000 euro e basta, finisci il lavoro» 
Carabinieri: «Chi andava nei cantieri? » 
Valentino : «Di solito andava Faele..., andava Antonio...., andava Angelo....; andava Stefano...., quelli che si trovavano andavano, ma di solito la maggior parte andava sempre Faele...a riscuotere».
LUCA NATILE
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